L’ESERCITO DEL “NO”. NO AL CONTRATTO, NO AI CORRETTIVI AL RIORDINO

I correttivi per le forze armate sono stati ritenuti inammissibili. Per quanto sbandierati dopo le critiche allo schema di revisione dei ruoli e delle carriere ancora non trovano posto nella legge di bilancio. Eppure invece di ritenere le disposizioni correttive un aggravio di spesa, di fatto, dovrebbero ritenersi un valido espediente per modificare e migliorare l’attuale schema di riordino ed apportare anche un potenziale risparmio di spesa oltre che soddisfare ulteriormente le esigenze dei militari delusi dal riordino.

Facendo un compendio degli emendamenti ritenuti inammissibili e le richieste dei sindacati e delle rappresentanze, ecco quale sarebbe l’emendamento, in unico articolo, che darebbe vita ai correttivi tutelando chi sta aspettando di vedersi riconosciuto quello che il riordino non ha potuto accordare.

Dopo il comma 684, aggiungere il seguente:
  «684-bis. Il termine previsto dall’articolo 8, comma 6, della legge 7 agosto 2015, n. 124, per l’adozione dei provvedimenti recanti disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 29 maggio 2017 n. 95 di concerto con le rappresentanze militari e organizzazioni sindacali, è prorogato al 1o dicembre 2018. Lo stesso termine si applica per l’adozione di provvedimenti recanti disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 94 di concerto con le rappresentanze militari, con le stesse procedure e nel rispetto dei medesimi principi e criteri direttivi di cui all’articolo 1, comma 5, secondo periodo, della legge 31 dicembre 2012, n. 244, e successive modificazioni».

Ma non si tratta solo del riordino delle carriere. Il Governo pare barricarsi sul fronte del “NO” anche per quanto concerne il rinnovo contrattuale. La convocazione delle rappresentanze militari e dei sindacati di polizia sembra slittare di giorno in giorno ed i Ministeri Difesa ed Interno tacciono sulle richieste avanzate nei comunicati stampa di mancata convocazione e, soprattutto, sulle risorse che intendono allocare per il Comparto Sicurezza e Difesa in nome del riconoscimento della “Specifità”.