LEGGE FORNERO BOCCIATA: IL GOVERNO RESTITUIRÀ GLI ARRETRATI SULLE PENSIONI? ECCO LE CIFRE

I conti precisi sulle ripercussioni della sentenza
della Consulta il governo inizierà a farli domani. Il tema della mancata
perequazione delle pensioni per gli anni 2012 e 2013 sarà affrontato al massimo
livello, dunque anche con il presidente del Consiglio e il ministro
dell’Economia.

Le valutazioni da fare sono tecniche ma anche politiche; non si
tratta solo di calcolare i soldi necessari per ripristinare gli aumenti, ed
eventualmente decidere in che tempi erogarli.

Il punto è che se tutti concordano sulla necessità di «applicare la sentenza»,
è anche vero che ciò può essere fatto in modi diversi. La Corte costituzionale
infatti non ha detto che un governo non possa in nessun caso limitare
l’adeguamento dei trattamenti previdenziali all’inflazione. Ma secondo i
giudici deve farlo bilanciando le esigenze dei conti pubblici con quelle di
proporzionalità e adeguatezza dei redditi indicate dagli articoli 36 e 38 della
Costituzione. 
E infatti un qualche taglio della rivalutazione è stato applicato
più o meno tutti gli anni, compreso quello in corso (sulla base della legge di
Stabilità fatta approvare alla fine del 2013 dal governo Letta). La “scaletta”
attualmente in vigore, peraltro in una fase in cui l’inflazione è praticamente
ferma, prevede un recupero al 100 per cento per le pensioni entro tre volte il
trattamento minimo, al 95 per cento tra tre e quattro volte, al 75 fino a
cinque, al 50 fino 6 e al 45 oltre questa soglia. Potrebbe essere adottato
retroattivamente uno schema di questo tipo, magari limitando il blocco totale
solo a pensioni di importo più alto. 
Secondo i dati Istat, il blocco
2012-2013 ha toccato circa sei milioni di persone con una pensione superiore ai
1.443 euro mensili lordi. La quota maggiore è costituita da pensionati tra i
1.500 e i 1.999 euro (17,4% del totale) e tra 2 mila e 3 mila euro (13,7%).
Quello che ora dovrà essere calcolato dal Tesoro e dall’Inps è quanto dovrà
essere rimborsato a questi pensionati. Si valuteranno le motivazioni della
sentenza ed il conseguente impatto sulla finanza pubblica. Una cosa è certa: se
il blocco è illegittimo, i pensionati che per due anni, quando l’inflazione era
rispettivamente al 3% (2012) e all’1,2% (2013), non hanno avuto l’adeguamento,
ora dovranno riceverlo. 

Ipotizzando un pensionato «tipo» che al dicembre del
2011 riscuoteva 2.000 euro lordi, a gennaio 2012 la sua pensione sarebbe dovuta
salire a 2.054 euro.
Pertanto, per l’anno 2012 avrebbe diritto ad un
rimborso di 704 euro. A gennaio 2013 la sua pensione, regolarmente adeguata nel
2012 (2.054 euro), avrebbe dovuto godere di un aumento di 59 euro portandosi a
2.113 euro. Per il 2013 dovrebbe ottenere un rimborso di 1.469 euro. In tutto,
il risarcimento si traduce in 2.173 euro lordi, 1.739 netti.

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