LEGATO IN COMMISSARIATO. IL CASO IN PARLAMENTO: “COME ADDESTRATE LE FORZE DI POLIZIA?”

Un’interrogazione
parlamentare per accertare quanto è accaduto la notte del 28 maggio scorso nel
commissariato di Monza, quando due agenti di polizia – come testimonia la
fotografia pubblicata da Repubblica – hanno legato con una
cinghia i piedi di un uomo steso a terra e ammanettato.

I senatori Luigi
Manconi (Pd) e Peppe De Cristofaro (Sel) presenteranno l’interrogazione lunedì
perché, spiegano, «serve una riflessione da parte del governo, e in particolare
da parte dei ministeri da cui dipendono le forze di polizia, sui criteri con
cui le stesse vengono formate e addestrate. Sembra potersi dire che si rivela
con drammatica frequenza un deficit di preparazione e di consapevolezza sui
diritti dei cittadini».

La pubblicazione
della fotografia, scattata quasi certamente da un terzo agente che assisteva
alla scena, ha provocato molte reazioni da parte delle stesse forze
dell’ordine. Con un comunicato ufficiale la questura di Milano, da cui dipende
il commissariato di Monza, ha dato la sua versione dei fatti. L’uomo steso a
terra a pancia in giù, in pantaloncini e maglietta, ammanettato e bloccato è un
marocchino di 29 anni che, il pomeriggio del 28 maggio era stato fermato in un
parco di Monza «a seguito di una violenta lite, nel corso della quale lo
straniero in questione aveva causato lesioni al volto ad un altro immigrato,
giudicate guaribili in 10 giorni».

Nel comunicato si spiega ancora che «nelle fasi concitate dell’arresto anche i
due agenti hanno riportato lesioni giudicate guaribili rispettivamente in 15 e
10 giorni: una volta in commissariato, a causa del perdurare dello stato di
grave alterazione psico-fisica generata dall’abuso di alcol, è stato richiesto
l’intervento di personale sanitario del 118 che, però, veniva aggredito tanto
che si rendeva necessario far sopraggiungere il medico di guardia il quale
riusciva a somministrare un calmante al fermato».

L’uomo è stato processato per direttissima e condannato a otto mesi con la
condizionale. Tutte informazioni che il questore Luigi Savina ha specificato
nella relazione in Procura, a Monza, dove è stato aperto un fascicolo ‘modello
45’, ovvero del genere “fatti non costituenti notizia di reato”. Informalmente
la procura ha fatto sapere di «non aver ravvisato violenze da parte dei poliziotti,
impegnati a neutralizzare l’uomo». Al momento, però, le indagini – partite da
pochi giorni – non risultano ancora chiuse.