LE SENTENZE VENGONO EMESSE DALLA MAGISTRATURA. LA VERITÀ EMERGE NELLE AULE GIUDIZIARIE

Roma, 19 gennaio 2017

La Costituzione Italiana sancisce il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione; la stampa non può e non deve essere soggetta ad autorizzazioni o censure, anche perché la libera diffusione di notizie è un prezioso strumento che deve essere utilizzato e orientato per la crescita e il miglioramento della nostra società, permettendoci di condividere e commentare eventi di ogni genere accaduti nella realtà; quella realtà, anche lontana, che merita necessariamente di essere ricostruita con professionalità, rispetto e soprattutto con la necessaria cautela.

Oggi ormai tutto fa notizia ma quello che ci lascia sconcertati più di ogni cosa, è che il dubbio riesca a produrre più scalpore del certo o perlomeno di quello che ancora dovrà essere attentamente valutato nelle sedi giurisdizionali competenti. Questo preoccupante fenomeno è in crescita, probabilmente perché le notizie di una verità ancora da accertare lasciano spazio alla fantasia di ognuno di noi per elaborare e personalizzare, senza concreta fondatezza e spesso in modo bizzarro, la realtà dei fatti dando origine a falsi allarmismi, disorientamento nella popolazione e sfiducia verso le Istituzioni. In alcuni casi si desume chiaramente che la notizia mediatica viene successivamente elaborata e utilizzata in maniera distorta per tentare di strumentalizzare, influenzare e a volte anche pilotare, decisioni che dovrebbero essere scevre da ogni preconcetto e interessi di qualsiasi genere. 

Con tale premessa, nel rispettare religiosamente la battaglia giudiziaria della famiglia CUCCHI per la perdita del caro congiunto ma non condividendo le modalità attuate attraverso quella mediatica, vogliamo sottolineare che anche l’Arma dei Carabinieri ha pieno interesse affinché emerga presto la verità.

 A tal proposito i delegati militari C. CAFORIO, G. MOLA, G. LA FORTUNA e G. PITZIANTI, ribadiscono con ferma convinzione che la Magistratura, verso la quale  l’Arma dei Carabinieri  ha sempre espresso la massima e incondizionata fiducia mettendo a disposizione ogni risorsa affinché sia fatta Giustizia, trarrà le sue conclusioni non in modo affrettato e superficiale attraverso  percezioni, supposizioni o ricostruzioni approssimative, ma lo farà incondizionatamente sulla base di prove concrete che stabiliranno inequivocabilmente, AL DI SOPRA DI OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO, se l’evento ipotizzato avrà o meno connessione con eventuali responsabilità individuali.

In questo momento così delicato che sta attraversando la nostra intera Nazione, in cui la sicurezza è uno dei temi al centro dell’attenzione e di tutte le discussioni – concludono i delegati -, sarebbe conveniente evitare commenti e avventate interpretazioni di fatti e circostanze non ancora definite, soprattutto nel rispetto della morte di un Uomo le cui cause, nel preminente e supremo interesse di TUTTI, saranno indubbiamente accertate; allo stesso modo abbiamo il dovere di tutelare l’immagine di un’Istituzione che da più di duecento anni continua a salvaguardare  l’incolumità dei cittadini e la Giustizia come hanno dato prova, e continuano a darne, i nostri Carabinieri e tanti Magistrati caduti per mano della criminalità e spesso dimenticati…

Oggi sarebbe stato il compleanno di Paolo BORSELLINO, “Magistrato presso la Procura della Repubblica di Palermo” MEDAGLIA D’ORO AL VALOR CIVILE trucidato a Palermo in Via D’Amelio il 19 luglio 1992, insieme ai Suoi cinque fedeli e valorosi Agenti, durante un agguato tesogli da cosa nostra che, con vile ed efferata ferocia, pose fine alla vita di Uomini che con coraggio ed altruismo hanno dedicato la loro esistenza al servizio dei più alti ideali di Giustizia e delle Istituzioni …. NOI NON DIMENTICHIAMO!!! W L’ITALIA, W LA GIUSTIZIA, W L’ARMA DEI CARABINIERI