LE PAROLE DELL’UFFICIALE ARRESTATO:”NON FATE COPIA INCOLLA, ALTRIMENTI FINIAMO IN GALERA”. SUCCEDE SOLO A TARANTO?

Di Guardo arriva a Taranto per ‘moralizzare’ lo scorso anno dopo lo scandalo tangenti: la Procura scopre che un giro di ufficiali della Marina applica la ‘legge del 10 per cento’ su ogni appalto. Cioè, incassano una mazzetta di un decimo del valore dell’affidamento. Vengono arrestati in otto, in un undici (compresi due civili) stanno per affrontare il processo.

La Marina sceglie Di Guardo per la sostituzione, chiedendogli di ripristinare ‘chiarezza e trasparenza’, sorvolando su un particolare del suo curriculum: una vecchia condanna per truffa. E così il capitano ci ricasca. Giovedì scorso viene arrestato dal pm Maurizio Carbone con in mano una tangente da 2.500 euro, acconto secondo gli inquirenti di una da 200mila, pagata da Pastore.

“La sintassi, che diavolo non dico tanto, ma almeno la sintassi. (…) Quelli avevano anche l’aroma terapia (…) e voi nemmeno un livello ba-si-co!. (…) E mi raccomando non faccia proprio la copia, altrimenti finiamo tutti in galera”. Se si è in cerca di un manuale su come si trucca un appalto, senza troppo pelo sullo stomaco, è il caso di ricordarsi bene queste parole della tenente di Vascello, Francesca Mola, prima militare donna italiana arrestata per mazzette e la storia della gara bandita dalla Marina militare per il servizio di pulizia e sanificazioni per i prossimi tre anni a Taranto e Napoli.

Solo a Taranto?

E’ la domanda che pone il Secolo XIX, È inevitabile – scrive in un articolo Sondra Coggia – chiedersi se sia possibile, che “la prassi” degli ufficiali corrotti valesse solo quando erano a Taranto: specie se è vero quel che dice l’accusa, che il sistema era “imposto” dai vertici. Possibile che il vizietto del pizzo sia stato sempre e solo tarantino?

Con l’Arsenale di Taranto, Spezia condivide moltissimo: anche i tragici casi di mesotelioma, per esposizione all’amianto. Nessuno disse nulla, all’epoca: né là né qui.. Certo: qui, nessuna ditta ha mai denunciato niente.

Nessun malcostume. Fatto sta: in Rete ci sono post in cui di militari e civili della Difesa, che scrivono che “ci sia da indagare anche alla Spezia”, e raccontano anche presunti episodi di malcostume. Come il sottocapo di poppa, che “di notte vedeva sbarcare impunemente le provviste migliori, imbarcate di giorno”. E “al parcheggio, vedeva solo automobili di grossa cilindrata”. Si tratta solo di leoni da tastiera?