La voce dei Carabinieri impegnati sul territorio

Il delegato Co.Ce.R. Carabinieri Carmine Caforio, impiegato in prima linea presso il NRM di Roma, sintetizza il pensiero di migliaia di Carabinieri impegnati in questa ardua missione e chiede indennità di OP anche per il personale in servizio presso le Centrali Operative a disposizione del cittadino h24.

Un momento storico che, a memoria d’uomo, sembrerebbe non abbia precedenti. La paura e le incertezze continuano a diffondersi molto più velocemente del COVID-19 che, da qualche giorno, l’OMS (Organizzazione Mondiale delle Sanità) ha definito fenomeno epidemiologico pandemico. La paura, è un’emozione primaria di difesa provocata da una situazione di pericolo presente in ogni essere umano che, spesso, risulta indispensabile per salvarci la vita. Un’emozione, questa, che i Carabinieri hanno messo in conto sin dal giorno in cui hanno prestato giuramento solenne di fedeltà alla Repubblica Italiana, con la quale hanno imparato a convivere, governandola con professionalità e tenacia, come stanno dimostrando in questo difficile momento su tutto il territorio nazionale.

Ciò premesso, sento il dovere di ringraziare tutti i Carabinieri, di ogni ordine e grado, che ormai da giorni lavorano a ritmo serrato per permettere, al personale che opera in prima linea, di migliorare l’efficienza del servizio e le condizioni di sicurezza durante lo svolgimento della rischiosa e delicata missione che siamo chiamati ad assolvere.  Con la stessa convinzione e fermezza esorto il Governo, i Ministri competenti e i vertici Militari, affinché pongano in essere ogni ulteriore sforzo teso ad ottenere, urgentemente, nuove forniture di strumenti idonei alla protezione personale dei Carabinieri, alla sanificazione dei mezzi e delle caserme; materiale, questo che al momento risulta insufficiente per sopperire al fabbisogno collettivo – considerato che anche attraverso gli occhi è facile contrarre il virus, si ritiene importante l’approvvigionamento di occhiali protettivi in plastica riutilizzabili –. Tali dispositivi sono indispensabili per tutelare la salute di ogni singolo operatore che dovrà essere necessariamente munito di DPI da utilizzare, indistintamente, in ogni caso previsto dalle prescrizioni sancite nel DPCM e senza alcuna limitazione o interferenza arbitraria da parte della scala gerarchica. Il COVID-19, è un pericolo latente e concreto, a volte asintomatico, che non permette a nessuno di individuare il soggetto potenzialmente affetto e contagioso.

 

I Carabinieri appartenenti alle varie organizzazioni – territoriale, mobile, speciale e addestrativa – con particolare riferimento a chi opera per strada, benché preparati ad agire d’iniziativa, in questo momento di straordinaria emergenza, hanno bisogno di una guida certa; non hanno il tempo di leggere e recepire le indicazioni contenute nei numerosi pacchetti sicurezza diffusi dal Comando Generale che, a volte, taluni Comandanti, interpretano in maniera differente tra loro creando disomogeneità, disorientamento e conseguente demotivazione. Le disposizioni connesse con le procedure d’azione che il personale deve adottare durante lo svolgimento dei servizi istituzionali devono, INDEROGABILMENTE, essere BREVI, UNIVOCHE, CHIARE E PERENTORIE.

 

Mi auguro che le considerazioni contenute nel presente comunicato, indegnamente interpretate dallo scrivente a nome di tutti quei Carabinieri d’Italia animati da sentimenti puri e disinteressati, non vengano distorte come un messaggio formale o peggio promozionale, bensì come la voce corale di migliaia di padri, madri e figli in uniforme che, anche in questa occasione, stanno dimostrando, in modo encomiabile, di essere pronti a difendere i cittadini mettendo a rischio la loro salute e quella dei cari familiari.

Nonostante il pericolo epidemiologico, i Carabinieri, come hanno dimostrato incessantemente da più di duecento anni sino ai giorni nostri, continueranno a garantire tutti gli interventi sul territorio nazionale, dalle metropoli più affollate agli angoli più remoti del paesino sperduto di montagna, tenendo rigorosamente conto delle prescrizioni contenute nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e successive modificazioni.

La salute e la vita sono diritti inalienabili che prevalgono anche sulla Giustizia “LO DICE LA COSTITUZIONE ITALIANA, MADRE DI TUTTE LE LEGGI SANCITE DAL NOSTRO ORDINAMENTO”. Per tali ragioni, si ritiene doveroso che tutti i Carabinieri di ogni ordine e grado, con particolare riferimento a coloro che hanno responsabilità di comando, dovranno porre in essere ogni precauzione tesa ad evitare inutili rischi di contatto/contagio, situazioni, queste, a volte provocate da ingiustificate ed esasperate ricerche di risultati/statistiche che non dovrebbero appartenere al corretto modo di interpretare la sicurezza e l’efficienza della nostra Benemerita la cui gloriosa storia non ha bisogno di essere enfatizzata da banali numeri.

IN TALE QUADRO CI AUGURIAMO CHE, SULLA BASE DELLE NUOVE DISPOSIZIONI EMANATE DAL DIPARTIMENTO DI PUBBLICA SICREZZA, TUTTI I SERVIZI ESTERNI SVOLTI SUL TERRITORIO NAZIONALE DALL’ARMA DEI CARABINIERI FINALIZZATI A CONTRASTARE L’EMERGENZA CORONAVIRUS, COMPRESE LE CENTRALI OPERATIVE ATTIVE H24, VENGANO CONSIDERATI COME SERVIZI DI ORDINE PUBBLICO E RETRIBUITI CON LA CORRISPONDENTE INDENNITÀ.

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