LA STAMPA BRITANNICA RICORDA L’EROICA MISSIONE DI EMILIO BIANCHI, INCURSORE DELLA X MAS CHE AFFONDO’ DUE CORAZZATE

LONDRA – Lezione di
fair play della stampa britannica, del tutto sconosciuto da quella italiana. Il
quotidiano conservatore Daily Telegraph ha pubblicato oggi tra gli ‘obituaries’
(sono articoli elogiativi che ricordano personaggi della storia passati a
miglior vita) quello che fu uno dei nemici di maggior successo dell’allora
Impero britannico.

Si tratta di Emilio Bianchi, morto lo scorso 15 agosto, uno
dei 6 eroici incursori della Regia Marina (la X Mas), guidati da Luigi Durande
de la Penne, che a bordo di 3 ‘maiali’ (sorta di ‘siluri’ a cavallo dei quali,
immersi a pelo dell’acqua, i marinai italiani penetravano nelle difese nemiche
durante la II Guerra Mondiale) la notte del 18 dicembre 1941 violarono le
difese del porto egiziano di Alessandria riuscendo ad affondare ben due
corazzate della Royal Navy (Hms Queen Elizabeth e Hms Valiant) e danneggiarono
un cacciatorpediniere ed una petroliera.
Il Telegraph parte ricordando come lo stesso allora premier
Winston Churchill ebbe parole di elogio, descrivendo l’azione come una
dimostrazione di “straordinario coraggio e ingegno”. Azione che valse
“a Bianchi l’equivalente della Victoria Cross (la piu’ alta decorazione al
valore britannica)”, cioè la medaglia d’oro al Valor Militare. Conferita
in questo caso a due nemici, quali erano questi eroici combattenti italiani
della X Mas.
Il quotidiano sottolinea, con un certa indulgenza, che
mentre “le forme armate italiane non diedero sempre grande prova di se, ci
fu un tipo di operazioni in cui furono d’esempio per tutto il mondo: le
incursioni sottomarine”.
Il Telegraph ricorda poi in particolare l’eroismo di Bianchi
e de la Penne che vennero entrambi catturati e confinati in cabine separate ed
entrambe sotto il pelo dell’acqua dal comandante della Valiant per convincerli
a confessare dove avessero piazzato le cariche. Un’ora e mezza prima
dell’esplosione de la Penne consiglio’ al comandante di evacuare la nave
perche’ l’esplosione era prossima. Cosa che fece ma, vigliaccamente, lasciando
i due italiani confinati nelle loro cabine.

Quando le cariche esplosero i due riuscirono comunque a
salvarsi. Il Telegraph chiude ricordando come l’incursione ad Alessandria
convinse la Royal Navy a sviluppare una simile tecnica di attacco con cui
tentarono – fallendo – di affondare la corazzata tedesca Tirpitz, gemella della
Bismark, in un fiordo norvegese.
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