La Raggi militarizza il Campidoglio con 5 generali. C’è anche Gerometta: nel 2016 fu contestato dagli stessi grillini

(Articolo a cura di Chiara Giannini per il Giornale.it) – Sono cinque i generali in ausiliaria, quattro dell’Esercito e uno dell’Aeronautica militare, che andranno a lavorare per il Comune di Roma. Sono stati richiamati in servizio grazie a un accordo, firmato l’altro ieri dal ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e il sindaco di Roma, Virginia Raggi.

Sono graduati di eccellenza, che grazie alla legge, che dà loro questa possibilità, rientrano in servizio, su base volontaria, in quanto non ancora congedati e non ancora in età pensionabile.

I quattro dell’Esercito sono il generale Giuseppe Morabito, già a capo della scuola di alta formazione della Nato e analista, il generale Paolo Gerometta, che è stato ai vertici di Persomil (il settore che si occupa del settore del personale della Difesa), ma che è anche ex presidente del Cocer interforze (Consiglio centrale di rappresentanza dei militari), il generale Giovanni Savarese e il generale Giovanni Calcara. Il nome del generale dell’Arma azzurra, che appartiene al ruolo delle Armi, invece, sarà reso noto settimana prossima, quando sarà l’assessore al personale del Comune di Roma, Antonio De Santis, a presentarli ufficialmente al Campidoglio. Morabito andrà a occuparsi della formazione del personale, Gerometta della selezione del personale, Savarese della protezione civile. Gli altri saranno dedicati a uno dei settori previsti: cyber security, information tecnology o risk and disaster manager.

I generali, oltre al trattamento di pensione che già percepiscono dalla Difesa, andranno a prendere un 25 per cento in più, erogato dal Comune, che così andrà a risparmiare sulle spese, avendo a disposizione professionalità di alto livello a un basso costo.

Un accordo in seno al Movimento 5 Stelle insomma.

Ma c’è una questione che sorprende. Perché i pentastellati hanno richiamato in servizio il generale Gerometta, che tanto hanno combattuto in passato? Sul portale dei parlamentari a 5 stelle, infatti, appare un articolo dal titolo «Gerometta non molla, nemmeno noi!», in cui si dice chiaramente che il generale ai tempi dei governi Renzi e Gentiloni, era «aggrappato alle sue poltrone con le unghie, forte del lasciapassare dell’ex ministro della Difesa, Roberta Pinotti». Il graduato fu infatti riconfermato alla guida di Persomil nel 2016, nonostante fosse già in ausiliaria. Fu la deputata grillina Tatiana Basilio, all’epoca, a fare un’interrogazione parlamentare con cui chiedeva il perché ricoprisse quel ruolo e il perché «fosse ancora alla presidenza del Cocer nonostante non fosse più in servizio». Una doppia carica che per loro era illegittima. L’onorevole, nella sua interrogazione, faceva presente che nel Consiglio di rappresentanza militare si accede per elezione.

Appare, quindi, quantomeno strano, che siano proprio i 5 stelle a usufruire dei servizi di un graduato che è sempre stato vicino al ministro Pinotti, le cui posizioni sono state più volte contestate proprio dai pentastellati e che loro stessi hanno criticato perché ha ricoperto poltrone che, a loro dire, erano state assegnate in maniera non consona.