LA PROTESTA DELLE DIVISE: A CHI RISCHIA LA VITA SOLO MONETINE, AI PARTITI 45,5 MILIONI DI RIMBORSI ELETTORALI

(di Luca Marco Comellini) – Parte in salita il confronto delle
organizzazioni sindacali delle forze di polizia a ordinamento civile e dei
vigili del fuoco con il governo sulla questione del rinnovo del contratto di
lavoro
per
il personale del Comparto sicurezza (e difesa). Un confronto che vede le
organizzazioni sindacali spaccarsi immediatamente sul metodo della protesta:
una parte ha deciso di far sentire sulla piazza e tra la gente la voce dei
poliziotti, dei forestali e dei vigili del fuoco mentre l’altra ha atteso in
silenzio e nel chiuso delle proprie segreterie la presentazione della manovra
finanziaria. 

Avevano già deciso di non partecipare alla
manifestazione
 degli
uomini e donne in divisaindetta dai sindacati Sap, Coisp e Consap (Polizia),
Sappe (Polizia penitenziaria), Sapaf e Ugl (Forestale), Conapo (Vigili del
fuoco)
 che si è svolta a Roma, a piazza Montecitorio – nel giorno in
cui il governo ha varato la legge di Stabilità – per gli adeguamenti dello
stipendio dopo sei anni di blocco dei contratti e per la mancata convocazione,
in vista della manovra, dei sindacati del comparto sicurezza. E così è stato, in
quella piazza gremita di cittadini in divisaSiulp, Siap/Anfp, Silp Cgil, Ugl
PS, Fed.ne Uil Polizia 
non si sono fatti vedere, per loro un occasione
persa. Una manifestazione di uomini e donne delle istituzioni così partecipata
non si vedeva da molti anni.
Dopo che quest’estate la Corte Costituzionale ha
dichiarato illegittimo il protrarsi del blocco dei trattamenti economici nel
pubblico impiego
,
le sigle sindacali che hanno organizzato la protesta hanno chiesto di reperire
i fondi per un “adeguato indennizzo” nella legge di Stabilità:un’una
tantum’ di 1.500 euro
, che corrisponderebbe ad un quarto di quanto è
costato ai lavoratori della sicurezza il blocco a partire dal 2009, e un
adeguamento di 100 euro netti al mese per il contratto
triennale. Chiedono inoltre di non militarizzare il Corpo Forestale, che in
base alla riforma Madia dovrebbe confluire nei Carabinieri. Gli stipendi dei
poliziotti italiani, sottolineano i sindacati, sono tra i più bassi in Europa:
si parte a inizio carriera con circa 1.200 euro, a fronte di 1.900 in Gran
Bretagna, 1.700 in Austria, Belgio e Francia, 1.600 in Germania.
“I ‘ragionieri di Stato’ – ha detto in una
conferenza stampa Gianni Tonelli, segretario del Sap
 – che hanno
equiparato tutte le componenti della Pubblica amministrazione, non hanno
considerato che la sicurezza è un settore strategico: una miopia incredibile
nell’attività di governo”. “Al premier Renzi – ha aggiunto – non
chiediamo concertazione con i sindacati, ma ascolto e confronto, che sono
mancati alla vigilia della manovra contrariamente a quanto prevede la legge per
il nostro settore”.
Alla manifestazione non sono mancate le solite
“comparsate” di politicanti di professione
che tra applausi (pochi) e fischi (molti)
sono saliti sul palco tra i rappresentanti sindacali promettendo di fare tutto
il possibile e l’immaginabile che fino a oggi il governo non è stato in grado
di fare per i poliziotti, forestali e vigili del fuoco. Forse l’unico
personaggio politico che non è stato fischiato e invitato dalla foltissima
platea ad andarsene è stato Matteo Salvini che si è presentato
indossando una maglietta con le insegne della Polizia di Stato.
Solo dopo la conferenza stampa di presentazione
della legge di stabilità per il 2016
 e la conferma dei timori circa la completa
insufficienza delle risorse stanziate dal Governo per i rinnovi contrattuali
dei comparti sicurezza e difesa si sono fatte sentire anche le organizzazioni
che su quella piazza non c’erano. Con un comunicato congiunto le sigle Siulp,
Siap/Anfp, Silp Cgil, Ugl PS, Fed.ne Uil Polizia hanno
espresso al premier la loro «viva preoccupazione» e «pur mantenendo
la riserva prima di esprimere un giudizio definitivo»
 e, ancora, «ritenendo
che le manifestazioni di piazza siano da considerarsi l’estrema ratio per la
tutela dei diritti dei rappresentati e non il miglior viatico per aprire un
dialogo»
 non hanno mancato di comunicare al premier Renzi il loro «stato
di agitazione, preannunciando la richiesta di incontro con i capigruppo
parlamentari per rappresentare in modo adeguato le esigenze del mondo delle
uniformi.»
.
Mentre si avvicina il 31 ottobre, termine entro il quale
i poliziotti, i forestali e i vigili del fuoco dovrano decidere se rinnovare o
meno la loro tessera sindacale, i leader delle diverse organizzazioni sindacati
continuano a discutere sul metodo della protesta, tutti però sicuramente
consapevoli che, forse, i loro iscritti riceveranno 9 o 10 euro lordi
di aumento al mese
 e tanto gli dovrà bastare per i prossimi tre anni
(120 euro lordi all’anno).

All’attento lettore non sarà certamente sfuggito che mentre solo
una parte delle numerose sigle sindacali si preparava a manifestare in piazza
il proprio comprensibilissimo malcontento il Parlamento nel pomeriggio del 14
ottobre, quindi solo poche ore prima dell’inizio della manifestazione, ha
votato – tutti i partiti d’accordo, tranne il Movimento 5 Stelle, Lega e Sel
che si è astenuta – il ddl Boccadutri che regala ai partiti 45,5
milioni di euro di finanziamenti pubblici.

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