LA MISS SEVIZIATA: “VOGLIO VEDERE I CARABINIERI CHE MI HANNO SALVATA, SONO I MIEI ANGELI CUSTODI”

(di Laura Lana) – “Tornerò per testimoniare contro di lui, ma
ora non riesco più a stare in questo Paese”. Erano state queste le ultime
parole pronunciate dalla miss di 23 anni sequestrata e torturata
per mesi 
in un appartamento di Cinisello, prima di abbadonare l’Italia
e ritornare in Svezia dai suoi genitori. La modella ha mantenuto la parola.

E
nei prossimi giorni, probabilmente già domani, rientrerà a Milano per
essere presente all’incidente probatorio
 disposto dal magistrato. Dalla
Svezia 
la ragazza avrebbe anche espresso una richiesta:
incontrare i carabinieri 
della stazione di Cinisello che
l’hanno salvata. 
Un desiderio di ringraziare quei militari che, già
prima di partire, aveva definito “i miei angeli custodi”.
La modella era stata liberata il 23 marzo
dalla prigione di Claudio Rossetto, 
41enne sedicente agente di moda,
che era arrivato persino a rasarle a zero i capelli e marchiarla con
bruciature sul corpo per poterla sfigurare. Sei mesi di violenze inaudite
all’interno delle mura domestiche.
 Picchiata, minacciata e segregata
nella casa di via XXV Aprile da un uomo che l’aveva adescata
su Facebook con la promessa di lanciarla nel mondo dello spettacolo.
Per poco più di due giorni, la miss era rimasta in
un reparto dell’ospedale Bassini dove era stata curata e soprattutto supportata
psicologicamente. Poi, nonostante il parere contrario dei medici, aveva
firmato una dichiarazione di assunzione di responsabilità per essere dimessa 
e
fare ritorno nel suo Paese. Tanta era la voglia di abbandonare l’incubo che la
23enne non aveva atteso nemmeno che venissero completati gli esami clinici.

Ora il
ritorno
 in Italia per testimoniare
contro l’uomo, arrestato dai carabinieri con l’accusa di averla sequestrata e
violentata per 5 mesi e mezzo. Un lavoro certosino quello dei militari che in
questi mesi hanno vagliato tutti gli elementi raccolti nella casa degli orrori:
computer, carte, agende, oltre alle testimonianze di altre ragazze finite nella
sua rete. Rossetto continuerà a stare in carcere fino al giudizio. Era
uscito di galera a dicembre 2013, dopo aver scontato 5 dei 7 anni di condanna
per sequestro di persona, percosse e violenze sessuali: nel 2008 aveva
rapito una 18enne bielorussa, torturandola nel box dello stesso edificio.