“LA MIMETICA NON E’ UN GIOCO”

Lettera
aperta di Annarita Lo Mastro a Matteo Renzi, dopo la sua visita a Herat. La
mamma del parà caduto in Afghanistan: “Ha preferito una squadra di pallavoliste
all’incontro con noi familiari”.


Caro Presidente,
Mi permetta tale confidenza perché oggi in questo
periodo di celebrazioni e ricorrenze, leggo del suo viaggio particolare. Leggo
che a distanza di anni, fatalità, oggi ricorda l’Afghanistan e i suoi caduti.
Lei che trasmette forza a chi come noi e loro hanno subito tante umiliazioni e
tante trascuratezze.

Sono Annarita, Presidente, quella madre che non ha
mai voluto incontrare, preferendola a una squadra di pallavoliste. Quella madre
di cui non ebbe mai una parola di sconforto e conforto. Sono quella madre,
Presidente, che l’anno scorso era davanti al suo palco per guardarla da lontano
perché solo da lontano potevo guardarla in quella parata militare del 2 giugno
che presidio da sempre…fin dai tempi “verdi”.
Perché solo oggi, Lei porge questi Onori?
Presidente, quel “sangue” meritava e merita più rispetto, come rispetto
meritano le forze dell’ordine e chi è sopravvissuto perdendoli. Il rispetto
alle forze armate va tutti i giorni, perché loro sfilano tutti i sacrosanti
giorni, rischiando la vita in cambio di non curanza. Mi sembra che ci stiamo
lavando la coscienza laddove possiamo trarne vantaggio. La mimetica non è un
gioco. Non la si può indossare se non la si sa portare. Tutto ciò glielo dice
una madre che ha perso un figlio per un dovere dettato dalle Istituzioni
italiane e non permetterà che tali Istituzioni traggano profitto – se pur
soltanto in termini di visibilità mediatica- da quel Sangue, perché i nostri
figli Vivi o Morti non sono un baratto politico.