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LA DIFFERENZA TRA TRITON E MARE NOSTRUM? NON CAMBIA NIENTE, E’ SOLO UNA PRESA IN GIRO

(di Alberto Maggi) – “Qual è la differenza tra Triton e Mare
Nostrum? Che cosa cambia? Niente. E’ solo una presa in giro dei cittadini per
mascherare un’operazione senza senso del governo italiano e dei suoi
complici”. 


Toni Iwobi, il responsabile federale del
dipartimento sicurezza e immigrazione della Lega Nord, intervistato da Affaritaliani.it,
boccia la svolta sul pattugliamento delle coste che vede impegnata l’Unione
europea. “L’Inghilterra ha detto che così si incoraggiano i migranti ad
attraversare il mare, sono razzisti come noi? I veri razzisti sono Renzi e
Alfano”.
Triton ha preso il posto di Mare Nostrum. E’ la soluzione giusta
per fronteggiare il problema dell’immigrazione?

“Rispondo con una domanda: qual è la differenza tra Triton e Mare Nostrum?
Che cosa cambia? Niente. E’ solo una presa in giro dei cittadini per mascherare
un’operazione senza senso del governo italiano e dei suoi complici. Ho letto
sul quotidiano la Repubblica, vicino alla sinistra, che l’Inghilterra boccia
questa nuova operazione Frontex o Triton dicendo che così si incoraggiano i
migranti a provare ad attraversare il mare. Anche l’Inghilterra è razzista come
la Lega? Insomma, non cambia niente”.
Quali sono a suo avviso le responsabilità del premier Renzi e del
ministro dell’Interno Alfano?
“La loro responsabilità è enorme. Con questa operazione il
governo italiano deve rispondere del reato di omicidio o tentato omicidio, di
abbandono di minori in territorio italiano e della distruzione del tessuto
umano italiano con istigazione alla violenza razziale. Ed è chiara l’insussistenza
dell’accusa di razzismo mossa alla Lega Nord. Questa gente che arriva in Italia
viene gestita in un modo indegno e ci sono altri modi per aiutarli senza trarli
ìn inganno con il pericolo della morte. Non solo, così facendo si arricchiscono
gli scafisti”.
Quindi i razzisti in Italia sono Renzi e Alfano?
“Certo. E’ sempre un’operazione di razzismo mascherato. Il
governo italiano non può continuare a prendere in giro questa gente. Deve
rispettare queste persone in quanto essere umani”.

Come andrebbero aiutati secondo lei i migranti che arrivano in
Italia?

“Un modo giusto c’è. Prima di tutto nei paesi non in guerra deve esserci
la libertà di concedere i visti con l’apertura delle ambasciate. E per evitare
i morti nel mare bisogna incentivare una politica che non li faccia partire.
Insieme agli orginismi internazionali come l’Onu bisogna crerare campi profughi
nei paesi vicino a quelli in guerra. Non solo. Il grande errore è stato quello
di chiudere molti centri Cie, di identificazione ed espulsione, dove si può
verificare chi ha bisogno, chi è davvero un profugo in modo da rimandare
indietro i clandestini. In questo modo si darebbe un segnale chiaro che
l’Italia è una nazione dove si rispettano gli immigrati regolari e anche gli
stessi italiani”.

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