LA DIFESA ACCELERA LA RIFORMA: MENO AUTONOMIA PER LA MARINA

Il modo migliore per mettere fine alle polemiche sul Libro bianco della Difesa 2015? Fare le leggi per “implementarlo”. Tradurlo dalla carta alla pratica. Anche per dare un segnale di comando e direzione politica dopo le tante indiscrezioni sull’agitazione delle singole Armi, in particolare della Marina attraverso il suo capo di Stato maggiore, ammiraglio Giuseppe De Giorgi. Oppositore del Libro bianco del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e del capo di Stato maggiore della Difesa, il generale dell’Esercito Claudio Graziano, De Giorgi è finito nel tritacarne delle intercettazioni sul “caso Guidi”. E’ quanto riporta Marco Ventura sul Messaggero.

LA DECISIONE

Ieri la decisione ultima del ministro e del generale Graziano: presentare in Parlamento nei prossimi giorni le modifiche legislative a una decina di articoli del codice dell’ordinamento militare e del suo testo unico che riguardano i capitoli più delicati della riforma: governance, personale, organizzazione e valutazioni, cioè avanzamenti di carriera. In pratica, una rivoluzione delle nostre forze armate e del nostro concetto di Difesa per i prossimi decenni. Disegno contro il quale si era scagliato De Giorgi con l’intento di salvaguardare la “diversità” dell’Arma blu. Gli eventi poi sono precipitati con l’inchiesta in cui l’ammiraglio (che si protesta estraneo) è coinvolto per presunti collegamenti con il fidanzato dell’ex ministro Guidi. Ma anche all’interno della Marina cresce la preoccupazione per lo strappo col ministro e con lo Stato maggiore della Difesa.