La Cassazione ha deciso chi deve giudicare il carabiniere per due episodi di truffa militare nella caserma di Piacenza

Per un Appuntato carabinieri coinvolto per i fatti della caserma Levante di Piacenza e sul quale sono pendenti tredici capi di imputazione per sette episodi, tra i quali tortura, spaccio, falso, omessa segnalazione, sequestro di persona, si valuteranno due episodi (truffa militare) innanzi al al tribunale militare.

La decisione della Corte di Cassazione

Sulla vicenda si è espressa la Corte di Cassazione che nell’udienza del 13 aprile 2022 ha risolto il conflitto tra autorità giudiziaria ordinaria e autorità giudiziaria militare, rilevando che – fanno sapere gli avvocati di Esposito, Pierpaolo Rivello e Maria Paola Marro – «erroneamente i giudici di Piacenza stavano processando il nostro assistito per due episodi di truffa militare, reato in ordine al quale è invece ovviamente competente il Tribunale militare di Verona. Per giungere a detta conclusione la Cassazione ha negato la fondatezza dell’impostazione, originariamente adottata dalla procura di Piacenza e poi fatta propria anche dal Tribunale, secondo cui vi sarebbe stata una connessione tra detti reati e gli ulteriori illeciti contestati allo carabiniere, mentre i giudici di legittimità hanno rilevato che trattasi di fatti del tutto indipendenti ed autonomi tra loro. E’ stata così recepita l’impostazione del collegio di difesa. Per questi stessi fatti invece gli altri coimputati, che hanno optato per il rito abbreviato sono già stati condannati dal gup».

Quando si sarebbe consumata la truffa militare

Quelli su cui venne sollevato il conflitto riguardano due episodi per truffa militare: la giornata del 5 marzo 2020 quando avvenne un pranzo a Grazzano Visconti in orario e con l’auto di servizio al quale hanno partecipato anche altri colleghi. Dalle intercettazioni e dal “trojan” nel cellulare di Giuseppe Montella, i militari hanno mangiato e bevuto quattro bottiglie di vino. Nello stesso giorno il gruppo si recò in un bar del centro città per un brindisi. L’altra giornata in questione è quella del 12 marzo 2020 durante la quale ci fu una merenda a casa della mamma di Montella.

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