“Johnny lo Zingaro”,ergastolano pluriomicida, evade di nuovo dopo il permesso. negli anni 80 seminò il terrore a Roma

Evaso ancora. «Johnny lo Zingaro», al secolo Giuseppe Mastini, 60 anni, non è rientrato nel carcere di Sassari al termine di un permesso premio.

Era già accaduto nel giugno del 2017, quando Mastini non era tornato in cella, nel penitenziario di Fasano, Cuneo. Tutte e due le fughe sono avvenute sfruttando il regime di semilibertà.

Johnny Lo Zingaro, o il «biondino», figlio di giostrai, inizia la sua carriera criminale a meno di 15 anni. Rapine, furti e un omicidio, un autista dell’Atac, che aveva reagito a una rapina. Vittorio Bigi muore nel 1975 per le 10mila lire che aveva nel portafogli. A ucciderlo con due colpi di pistola Johnny e un suo coetaneo, Mauro Giorgio. Amico di Giuseppe Pino Pelosi, la Rana, l’omicida di Pierpaolo Pasolini, Mastini viene anche accusato dello stesso delitto dai fratelli neofascisti Borsellino. Accuse mai provate. Condannato di nuovo, nel febbraio del 1987, sempre per buona condotta, Mastini va in permesso premio. E non rientra in cella. Per settimane Mastini fugge seminando il terrore con una serie di rapine fino a quando viene riconosciuto in una foto segnaletica dalla moglie di Paolo Buratti, il console italiano in Belgio ucciso nella sua villa a Sacrofano da un colpo di pistola nel tentativo di resistere a una rapina. Mastini semina panico e morte, alla fine, la sera del 23 marzo dell”87 quando, su un’auto assieme alla sua fidanzata, Zaira Pochetti, viene fermato da due agenti di polizia di pattuglia in Via Quintilio Varo, sulla Circonvallazione Tuscolana. Mastini spara, i poliziotti reagiscono. Viene ucciso l’agente Michele Giraldi, ferito gravemente il suo collega Mauro Petrangeli. Mastini fugge lungo via Palmiro Togliatti dove viene intercettati da un carabiniere in borghese che gli intima l’alt. Il militare viene investito da una raffica di proiettili ma riesce comunque a dare l’allarme da una cabina telefonica. L’automobile di Johnny si ferma in panne sulla via Nomentana. Non è finita. Qui, pistola alla mano, sale su una Lancia Gamma di una coppia. La ragazza, Silvia Leonardi, terrorizzata, non fa in tempo a scendere dall’auto dell’uomo che viene sequestrata e portata fino alla zona della Bufalotta dove viene rilasciata. Poche ore dopo Johnny e Zaira vengono arrestati.

«Non ricordo molto di quella notte – racconterà Mastini – Ero completamente fatto di whisky, Tavor e cocaina. Mi dicevo: qui stasera mi sparano tutti addosso!». Nell’89 Mastini viene condannato all’ergastolo. Detenuto nel carcere di massima sicurezza Badu e Carros, in Sardegna, il 12 marzo del 2014 Mastini, fugge grazie a un permesso premio di alcune ore per assistere al concerto del gruppo britannico The Prodigy. Tre anni dopo, grazie a un permesso simile, fugge di nuovo.

Redazione articolo a cura del giornale.it

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