IRAQ: GLI STATI UNITI INVIANO L’UNITÀ SPECIALE “PHOENIX RAVENS”

(di Franco
Iacch) – Gli Stati Uniti hanno potenziato ulteriormente la presenza in Iraq di
un gruppo scelto di operatori poco noti all’opinione pubblica chiamati “Phoenix
Ravens”.

Sono un’unità altamente addestrata con un unico compito: creare un
perimetro difensivo e proteggere, ad ogni costo, ogni tipo di velivolo con una
bandiera americana. Nato nel 1997, il programma Phoenix Raven prevede
una forza specializzata in grado di fornire protezione degli aeromobili USA
contro ogni tipo di nemico durante un ponte aereo: dai gruppi terroristici alla
criminalità organizzata, dalle milizie locali alla popolazione disperata che ha
appena vissuto un disastro naturale. IPhoenix Ravens sono ritenuti
l’unica difesa che si frappone tra queste minacce e un grande, costoso e
vulnerabile bersaglio alato con un bandiera americana sulla sua coda. Solo per
fare un esempio. Contrariamente a quanto si possa pensare, non sono i Servizi
Segreti americani a proteggere l’Air Force One, ma i Phoenix Ravens.
Integrati solitamente con l’equipaggio di missione, operano per garantire la
sicurezza dei velivoli sotto molteplici aspetti: dall’intelligence ai piani di
fuga, dal luogo di atterraggio fino alla potenza di fuoco in caso di
imprevisti. L’intera forza Ravens si basa su 200 operatori. Negli
ultimi venti anni soltanto 2000 soldati hanno superato le prove di selezione.
Un numero relativamente piccolo considerando i molteplici teatri in cui sono
impegnati gli Stati Uniti. Il maggior numero di Phoenix Ravens si
trova in Iraq ed Afghanistan, ma anche in alcuni paesi dell’Africa e del Sud
America. Le missioni dellaPhoenix Ravens sono classificate alla
stregua dei Seal e della Delta.

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Il loro impiego in un campo di battaglia non è
mai stato documentato ne tantomeno esistono prove che possano dimostrare il
loro determinante coinvolgimento in alcuni teatri operativi ad alto rischio.
Sappiamo però che sono esperti nella controffensiva insurrezionale e nella
guerriglia non convenzionale. I soldati che superano il corso, provenienti da
tutti i rami delle forze armate, ricevono un numero. Quest’ultimo indica
l’ordine in cui l’operatore è stato accettato nel gruppo: più basso sarà il
numero, maggiore il rispetto ricevuto tra tutti i soldati americani. Le già
elevate capacità dei Phoenix Ravens sono state ulteriormente
potenziate dopo gli attacchi dell’undici settembre. Le unità sono state
trasformate a tutti gli effetti in piccoli nuclei di fuoco in grado di
contenere un’offensiva nemica. Così come avviene per i Seal (il pensiero va, ad
esempio, agli esoscheletri testati in Afghanistan), anche gli operatori della Phoenix
Ravens
 ricevono equipaggiamento classificato. Non si spiegherebbe,
altrimenti, il loro esiguo numero e la loro incredibile capacità di fuoco,
ritenuta in grado di saturare un’area con un alto numero di ostili. Ogni team Phoenix standard
è formato da quattro operatori. Aggiungono dall’Air Force: “Ogni volta che
vedete in tv un nostro aereo in chissà quale luogo del pianeta, lì sarà
operativa la Phoenix”.

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