Immaginiamo cosa succede da oggi a un agente“no vax” appena sospeso dal servizio. I paradossi del super green pass ai poliziotti

Il giornalista Nicola Porro torna sull’argomento green pass delle Forze di Polizia, questa volta analizzando quelli che definisce i paradossi del super green pass legato all’obbligo vaccinale per le forze dell’ordine ed alle relative conseguenze.

“Ieri il ministero dell’Interno ha diramato una circolare con le “disposizioni applicative” dell’obbligo vaccinale per i poliziotti. Niente di strano: gli agenti che non si sono vaccinati, e che non intendono farlo entro 20 giorni, dovranno dire addio fino al 15 giugno al loro lavoro. Tecnicamente verranno sospesi e perderanno il diritto allo stipendio, non matureranno scatti di anzianità, avanzamenti di carriera né ferie. E soprattutto verranno privati del tesserino, della placca, dell’arma in dotazione e pure delle manette. Il problema è che, rispetto a un maestro elementare o a un medico, il poliziotto è poliziotto anche quando non presta servizio. E l’introduzione dell’obbligo vaccinale di fatto esclude migliaia di agenti “no vax” dal “controllo del territorio” che normalmente facevano anche quando si trovavano in borghese. Tradotto: meno sicurezza sulle strade in onore della sicurezza sanitaria. Un paradosso, e non è l’unico.

Immaginiamo allora – sottolinea Porrp –  cosa succede da oggi a un ipotetico Franco, ispettore “no vax” appena sospeso dal servizio.

1. Forse non tutti sanno che nel pieno dell’emergenza terrorismo islamico, per intenderci dopo l’attentato al Bataclan in Francia, il Viminale e l’allora capo della Polizia chiesero ai poliziotti di portare l’arma personale in giro anche quando sono a riposo. Un modo per garantire maggior sicurezza ai cittadini, e dunque permettere agli operatori di essere pronti ad ogni evenienza. Fonti di polizia ci assicurano che la direttiva è ancora valida. E Franco infatti ci era ormai abituato: se usciva a mangiare una pizza, lo faceva in compagnia della sua Beretta parabellum. Scelta saggia. Ora però dovrà fare senza: ieri avrebbe potuto sventare un attentato terroristico grazie alla sua pistola, da oggi no. Non sia mai che il terrorista si becchi il coronavirus…

2. Inoltre, se mentre passeggiava al parco con la moglie assisteva ad un reato, Franco era costretto ad intervenire in quanto funzionario di polizia giudiziaria. “Mani in alto, sono un poliziotto”. Almeno fino a ieri. Da oggi infatti, solo perché non intende farsi un vaccino, non potrà più fare nulla: se assiste ad un furto, o vede qualcuno stuprare una ragazza in branco, non potrà qualificarsi come agente né avrà le manette con sé per poter fermare lo stupratore. Dovrà farsi i fatti suoi o chiamare il 112 come un normale cittadino.

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