IL PAPA SPIAZZA ALFANO CON IL GIUBILEO STRAORDINARIO. ALLARME ISIS: DOPO EXPO TUTTI TRASFERITI A ROMA

Ministro Alfano, è rimasto
spiazzato dall’annuncio del Papa di un giubileo straordinario? Il governo era
stato informalmente avvertito?

«Certamente non ci aspettavamo l’annuncio di un avvenimento così importante ed
impegnativo. E non mi risulta che altri membri del Governo avessero avuto
informazioni in via preventiva. Ma l’amore che Sua Santità ha suscitato in
tutto il mondo e la voglia di milioni di fedeli di poterlo vedere, hanno fatto
mettere in moto una macchina organizzativa per la sicurezza che già da tempo
funziona».

Un
Giubileo nel periodo in cui la minaccia del Califfato è ai massimi livelli
rischia di trasformarsi in un incubo per la sicurezza. La bandiera nera che
sventola sulla cupola di San Pietro incute oggi maggior terrore. Roma sarà
pronta?
«Roma sarà certamente pronta ad affrontare questo
grande evento, sotto l’aspetto sicurezza. La minaccia terroristica andrà
riesaminata e sottoposta ad una valutazione nuova. Allo stato i messaggi che
l’Is così abilmente diffonde sono uno strumento di propaganda. Noi non
sottovalutiamo niente. Abbiamo alzato il livello di allert al massimo, sebbene
a tutt’oggi non si registrino fatti che riconducano a una minaccia specifica.
In generale i nostri esperti continuano a temere più l’azione del singolo
attentatore, che si è radicalizzato in Italia, piuttosto che l’arrivo di
terroristi organizzati».

Solo per vigilare sull’Expo di Milano sono stati previsti, nel complesso, 5
mila uomini. Il Giubileo assume un significato simbolico ancor maggiore. Quanti
uomini saranno necessari?

«L’Expo terminerà il 31 ottobre prossimo. Avremo un mese per trasferire
l’apparato predisposto a Milano su Roma secondo un piano che già da lunedì vede
il Dipartimento della Pubblica sicurezza impegnato. La prossima settimana
incomincerà ad operare una cabina di regia per le esigenze di sicurezza e di
ordine pubblico presso il Viminale e saranno costituti gruppi di lavoro ad hoc.
Immagino che serviranno parecchi uomini, ma sarà il lavoro di pianificazione a
stabilire quanti».

Seguiranno
un addestramento particolare? 
«Sì, a fine marzo incominceranno corsi
antiterrorismo per le squadre di polizia. Li avevamo già previsti». 
E i
fondi? Non è stato facile trovare quelli per l’Expo. Pensa che il Vaticano
possa o debba contribuire?
«Anche la quantificazione dei fondi sarà fatta al
termine della definizione del piano. L’Italia è un grande Paese: faremo il
nostro e certamente non chiederemo il sostegno del Papa in termini economici».

Il Giubileo straordinario del 1983 attirò 16 milioni di pellegrini, quello
del 2000 26 milioni. L’emergenza terrorismo internazionale era ancora lontana.
Avrà la meglio la paura o il carisma del Papa?

«Non ho dubbio, la figura carismatica di Papa
Francesco, il suo messaggio di semplicità e l’obiettivo stesso dell’Anno Santo,
cioè la Misericordia, prevarranno su tutto. E’ probabile che i pellegrini
toccheranno cifre considerevoli».

Il prefetto Gabrielli ha ricordato che i cosiddetti “grandi
eventi”, come il G8, sono stati abrogati e che la protezione civile potrà
intervenire in occasione del Giubileo solo per assistere i pellegrini. Saranno
necessari provvedimenti straordinari?

«Le valutazioni che dovranno essere fatte
coinvolgono diverse competenze, non solo quelle di sicurezza, per cui è ancora
presto per dire se sarà necessario ricorrere a provvedimenti straordinari o a
figure commissariali, sul vecchio modello ”grandi eventi”. Qualora fossero
necessari interventi straordinari, non credo che il Governo si tirerà indietro,
ma sono dell’opinione che bisognerà prima condurre un’analisi completa del
quadro delle esigenze, a livello centrale e locale».
L’esperienza
purtroppo ci insegna – come nei casi G8 ed Expo- che c’è sempre il rischio di
un risvolto corruttivo. Roma, poi, vive gli effetti di Mafia Capitale. Come
coniugare la necessità di interventi straordinari con la trasparenza?

«E’ stata istituita un’Autorità anticorruzione e
credo che costituirà un riferimento certo per evitare contaminazioni. Le forze
dell’ordine metteranno la massima attenzione per scoprire comportamenti
illegali».

Il procuratore nazionale antiterrorismo Roberti chiede più poteri di
coordinamento delle informazioni, anche di quelle acquisite dai servizi
segreti. Ci sono margini per correttivi?

«Il Parlamento sta valutando gli emendamenti al decreto. Bisogna però
considerare che l’azione antiterrorismo è in gran parte informativa, cioè
interviene prima che si raccolgano le notizie di reato, per cui estendere a
questi ambiti le competenze dell’autorità giudiziaria potrebbe creare
difficoltà oggettive di azione».

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