Il nuovo questore di Napoli è il figlio di Boris Giuliano, il poliziotto ucciso dalla mafia

Alessandro Giuliano, figlio del capo della mobile di Palermo ucciso dalla mafia nel 1979, sarà il nuovo questore di Napoli.Cinquantadue anni, il poliziotto è attualmente direttore dello Sco, il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.

Giuliano prenderà dal prossimo 1 giugno il posto di Antonio De Iesu, promosso vice capo della Polizia vicario. Al posto di Giuliano alla guida del Servizio centrale operativo (Sco) va il dirigente superiore Fausto Lamparelli, che fino ad oggi ha diretto il servizio di polizia scientifica.

Boris Giuliano, fu tra i protagonisti della lotta alla mafia negli anni ’70, fu assassinato nel 1979 a Palermo, dove da tre anni era il capo della Squadra Mobile; le sue indagini su Cosa Nostra lo avevano portato ad essere uno dei nemici più pericolosi per i Corleonesi: il futuro boss Leoluca Bagarella, cognato di Totò Riina, gli sparò sette colpi di pistola alle spalle mentre stava pagando il caffè in un bar.

Il primogenito del super poliziotto ucciso da Cosa Nostra era stato a marzo era stato accostato alla Questura di Reggio Calabria come successore del questore Raffaele Grassi. A Napoli aveva già lavorato tra il 1997 e il 1999, quando era stato funzionario della sezione Catturandi della Squadra Mobile. Il nome di Giuliano era circolato con insistenza in ambienti di polizia nei giorni scorsi insieme a quello di Alberto Francini, attualmente alla guida della questura di Catania e anche lui indicato tra i papabili per il ruolo di vertice della Questura. Di recente a Napoli è cambiato anche il capo della Squadra Mobile: Antonio Salvago, che ricopriva lo stesso ruolo a Catania, ha preso il posto di Luigi Rinella, che è stato promosso al grado di dirigente superiore.

Chi era Boris Giuliano

Giorgio Boris Giuliano, siciliano, fu un investigatore della Polizia di Stato ricordato prima ancora che per la sua drammatica fine – fu ammazzato da Cosa Nostra nel 1979, omicidio materialmente eseguito da Leoluca Bagarella, che gli sparò 7 colpi di pistola alle spalle,  per i suoi metodi innovativi di indagine contro i patrimoni delle mafie, in un periodo, quello della fine degli anni Sessanta, in cui era difficilissimo incastrare boss e luogotenenti della mafia siciliana. Sulla sua figura, quella del “poliziotto dal volto umano” è stata realizzata anche una fiction Rai di successo da Ricky Tognazzi.