IL CO.CE.R. CARABINIERI: FANNO MENO MALE LE AGGRESSIONI DEI CRIMINALI CHE LE PROMESSE NON MANTENUTE DAL GOVERNO

“Chi tocca un carabiniere (o un militare) tocca lo Stato. Servono maggiori tutele: a Roma ho visto un comportamento esemplare, gli darò un encomio!”. Lo ha scritto su Facebook il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, sul caso del carabiniere aggredito a Roma, giovedì sera, da un gruppo di ultras al termine della partita di Europa League Lazio-Eintracht. Riportiamo in anteprima il comunicato Co.Ce.R.

Il Co.Ce.R., nell’esprimere solidarietà al Carabiniere ferito la sera del 14 dicembre da un gruppo di facinorosi dopo la partita Lazio/Eintracht Francoforte, ringrazia tutte le Autorità governative, con particolare riferimento ai  Ministri  di Difesa ed Interno, per l’attenzione e la vicinanza dimostrate nell’occasione.

In merito alla vicenda, tiene a sottolineare che il caso in esame è solo uno tra i tanti che quotidianamente si consumano in tutto il territorio nazionale ai danni delle Forze dell’Ordine.

Per questo motivo, l’organismo di rappresentanza coglie l’occasione per ricordare al Governo che la solidarietà e la riconoscenza nei riguardi delle Forze dell’Ordine, non può limitarsi, e soprattutto concludersi, con i rituali apprezzamenti che puntualmente svaniscono in poco tempo, come un’onda che si infrange rumorosa su una scogliera per dissolversi immediatamente dopo nel nulla.  

I Carabinieri sono stanchi di aspettare e dicono “basta”  alle promesse alle quali sinora non sono seguiti i fatti, o perlomeno quegli indispensabili  provvedimenti pubblicizzati in campagna elettorale.

Un contratto dignitoso, una riforma pensionistica che restituisca la meritata serenità, un nuovo riordino dei ruoli che finalmente possa sanare le evidenti iniquità causate dal recente impianto normativo, rivelatosi un bluff.

E poi, leggi più adeguate che garantiscano  certezza della pena e contestualmente tutelino chi rischia la vita per contrastare chi delinque; strumenti idonei a preservare l’incolumità di chi opera sulla strada, mettendolo in condizioni di essere sempre pronto ed efficiente; maggior numero di assunzioni per sanare almeno in parte la grave carenza organica.

Oggi, lo stipendio di un Carabiniere monoreddito con  famiglia a carico, non consente di arrivare a fine mese; per questo motivo, è sempre più frequente incontrare militari che, loro malgrado e solo per sostentare i loro congiunti, svolgono lavori in nero durante l’unico giorno di riposo settimanale.

Non dimentichiamoci  che l’Arma, ancor prima delle altre amministrazioni pubbliche, successivamente interessate dalla spending review,  ha intrapreso di iniziativa ogni forma di risparmio – vedasi blocco  salariale, turnover, accorpamenti, soppressioni  ecc. ecc. -: sacrifici, questi, che si sono ripercossi sulle condizioni economiche e di servizio dell’intero comparto e, di riflesso,  sulla sicurezza nazionale. 

E allora basta con le recite, è giunto il momento che questi inaccettabili sacrifici derivanti da altrettanti provvedimeti, alcuni di essi  evidentemente illegittimi, abbiano una fine,  smettendo di  offendere la dignità di donne e uomini  in uniforme che, come sempre, sono pronti a rischiare la vita, a scapito delle proprie famiglie, per poco più di un migliaio di euro…

No, grazie Governo, con questi presupposti preferiamo continuare a servire lo Stato come facciamo da piu di due secoli, rimanendo a testa alta nella nostra nobile povertà e sofferenza, quindi sappiate sin da adesso che non accetteremo mai un aumento tanto irrisorio quanto offensivo che non consentirebbe di acquistare neanche un caffè al giorno…