IL BRIGADIERE INCASTRATO DAI PENTITI: “NON SONO UNO STIPENDIATO DEL CLAN E NON HO MAI FAVORITO LA CAMORRA”

Sono due i pentiti che hanno incastrato il Brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi, accusato di avere rapporti con i clan. I collaboratori di giustizia sono Andrea Lollo e Nunzio Montesano. Una duplice testimonianza dalla quale emergerebbe l’esistenza di un rapporto “deviato” tra il ras Pasquale Fucito, che al Parco Verde reggeva la cosca per conto del clan Ciccarelli, e il brigadiere dei carabinieri in servizio nel nucleo investigativo di Castello di Cisterna.

«Ho sbagliato a frequentare Fucito, ma non sono uno stipendiato dal clan. Non ho mai favorito la camorra e quando mi sono interessato al lavoro dei miei colleghi l’ho fatto per fingere un interessamento agli occhi di Fucito».

Ecco in sintesi la difesa di Lazzaro Cioffi, classe 1962, il carabiniere originario di Casagiove che per anni è stato in prima linea nell’attività di contrasto alla criminalità organizzata lavorando nel reparto investigativo di Castello di Cisterna, che nel 2006 ebbe un encomio per il suo contributo in una retata contro un gruppo di narcos e che da alcuni giorni è in cella e al centro di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia con l’accusa di complicità a favore della camorra.

Intanto le indagini proseguono ed il nome di Cioffi spunta anche negli atti di indagini svolti sull’omicidio del sindaco di Pollica. La procura  di Salerno sta indagando sull’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo ucciso nel comune cilentano il 5 novembre 2010. Un caso rimasto irrisolto e che ha portato finora all’archiviazione di tutte le piste seguite dagli inquirenti.