I nomi in corsa per il governo: premier e totoministri alla Difesa ed al Viminale

Dopo il primo giro di consultazioni al Colle sono tre gli scenari per uscire dalla crisi di governo: il ritorno al voto, la nascita un esecutivo Pd-Cinque stelle o Lega-M5S.

In caso di un accordo Pd-Cinque stelle, per la poltrona di Palazzo Chigi in corsa almeno tre nomi: Marta Cartabia, Raffaele Cantone ed Enrico Giovannini.

In casa Cinque stelle sono tre i papabili: Luigi Di Maio, Roberto Fico e Vincenzo Spadafora. Con quest’ultimo che godrebbe di simpatie anche negli ambienti dem. Tramontata l’ipotesi di un Conte bis per il veto di Nicola Zingaretti.

Nel caso, difficile, la scelta del premier dovesse toccare al Pd, sul tavolo c’è solo il nome del segretario Zingaretti.

E se il nome del premier (o della prima ministra) è avvolto in una nube di mistero e incertezza, ancor più nebuloso è il profilo della squadra dei potenziali ministri che andrebbe a formare il governo giallorosso.

Secondo le indiscrezioni il M5s avrebbe però richiesto di non rimuovere Bonafede al ministero della Giustizia, anche se il Pd potrebbe giocare la carta Andrea Orlando, già guardasigilli nel governo Gentiloni.

Al momento non è previsto nessun cambio ai vertici della Difesa: la ministra Elisabetta Trenta, nota (anche) per i suoi duri scontri aperti con Matteo Salvini, potrebbe essere riconfermata.

I nomi in pole per il Viminale sono tre: Marco Minniti del Pd, Franco Gabrielli, attuale Capo della Polizia, o ancora proprio l’ex alleato ed ex amico di governo gialloverde Luigi Di Maio, in un cambio dei vertici del passato-recente dal forte valore simbolico.