FRECCE TRICOLORI, IL GOVERNO BLOCCA I NUOVI AEREI

(di Viviana
Zamarian) – Era stato annunciato per il
2017. Ma per il cambio dei velivoli a disposizione delle Frecce Tricolori si
dovrà attendere ancora per diverso tempo. Rimane un obiettivo, certo. Eppure al
momento non si sa con esattezza quando il velivolo MB-339 in dotazione alla Pan
sarà sostituito con il nuovo M-345. Tutto dipende dalle risorse a disposizione
che, come è noto, sono ridotte all’osso.

Non si è sbilanciato il
sottosegretario di Stato alla Difesa, il generale Domenico Rossi in visita ieri
mattina alla base di Rivolto.
Poco più di un anno fa, nel
settembre 2013, l’allora ministro della Difesa Mario Mauro aveva affermato che
il cambio sarebbe avvenuto entro quattro anni. Ora date precise non vengono più
rese note.
«È evidente che nel momento in
cui si prenderà in esame la ridistribuzione delle risorse – afferma – esse
saranno assegnate in base alle priorità. Dire oggi se il nuovo velivolo sia la
priorità delle priorità non è possibile, rimane evidentemente un obiettivo».
Non si sbilancia, il
rappresentante del governo Renzi, nemmeno su un eventuale potenziamento della
base di Rivolto.
«In questo momento – afferma –
il libro bianco della Difesa con le sue linee guida è stato approvato dal
consiglio superiore della difesa a giugno e verrà completato entro la fine
dell’anno. È da lì che dovranno uscire gli obiettivi di questo Paese e i
compiti da assegnare alle Forze armate e alle strutture. Dobbiamo prendere
spunto da quello che uscirà dal libro bianco e dalla situazione attuale per
riassettare le Forze armate. Ecco perché oggi non so dire quanto questa base
sarà potenziata».
Quel che è certo però è che si
rafforzano i contatti con la nostra Regione. «Con il Friuli Venezia Giulia e la
Puglia – continua – abbiamo firmato un protocollo di intesa, la base per
sviluppare certi tipi di azioni. Noi dobbiamo considerare le realtà militari
presenti sul territorio un valore aggiunto perché può fare sinergia con gli
assetti e le istituzioni locali. Da questo punto di vista il confronto con la
presidente Serracchiani è ottimo e sono avviati diversi discorsi compreso
quello per la salvaguardia di immobili e strutture militari».
Le basi, dunque, come quella di
Rivolto continuano a essere fondamentali «in quanto con esse diamo protezione a
eventi di carattere nazionale e di rilevanza internazionale. L’importante è far
capire che questo paese può avere uno sviluppo soltanto se c’è sicurezza.
Sicurezza che è data dalle forze di polizia e dalle forze armate in sinergia
con gli assetti istituzionali locali. Noi possiamo utilizzare le forze armate
per la crescita di questo paese».
Priorità in questo momento ce
l’ha la lotta all’Isis. «Il ministro della Difesa all’interno di una audizione
in Parlamento ha già detto – dichiara ancora il sottosegretario – che il
fenomeno Isis va valutato a livello internazionale e come ulteriore contributo
italiano alla coalizione che combatte i terroristi sono stati dati aiuti
umanitari, armi e munizioni e addestratori.

Non si può indicare oggi chi
andrà o tantomeno escluderlo». Per ora dunque non conferma né smentisce la
possibilità che vengano inviati gli alpini della Julia in missione anti Isis.

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