FRANCIA: TORNA NUMERO MATRICOLA PER POLIZIOTTI, PROMESSO DA HOLLANDE PER LIMITARE ABUSI

Dal primo gennaio 2014, tutti i poliziotti francesi devono portare sulla loro uniforme un ”numero d’identificazione individuale”, che li renda riconoscibili durante qualsiasi intervento. Una misura promessa in campagna elettorale dal presidente Franois Hollande, per combattere contro i comportamenti discriminatori o aggressivi, che non piace pero’ ai sindacati di categoria. Il numero di ‘matricola’ era stato abbandonato circa 20 anni fa, ma Hollande e il ministro dell’Interno Manuel Valls l’hanno voluta reintrodurre, per garantire a persone che si sentano vittima di abusi da parte della polizia, e in particolare di controlli di identita’ motivati piu’ dal colore della pelle che dal loro comportamento, di far valere i propri diritti. I sindacati dei diversi corpi di polizia transalpini, pero’, non ci stanno: parlano di ”stigmatizzazione” del loro lavoro, spiegando che ”gli agenti sul campo considerano che fanno un lavoro repubblicano e sufficientemente controllato, la base non vuole questa matricola, la vive male”. Il governo ”ha ceduto all’azione di lobbying di alcune associazioni”, spiega il delegato Jean-Claude Delage, con un riferimento nemmeno troppo velato alle organizzazioni antirazziste che fin dall’elezione di Hollande insistono perche’ la misura sia adottata.   L’introduzione del numero identificativo fa parte di un nuovo codice deontologico comune per polizia e gendarmeria, che si pone come obiettivo di riavvicinare le forze dell’ordine alla popolazione. ”E’ una cattiva risposta a una buona domanda – commenta un altro delegato sindacale, Nicolas Comte -. Bisogna trovare dei modi per sanare la frattura che esiste tra la polizia e la popolazione. Ma la risposta sbagliata e’ mostrare che la frattura e’ colpa del poliziotto”.
Parole di approvazione giungono invece del leader del Movimento antirazzista Mrap, Pierre Marat: e’ una ”mezza vittoria”, spiega, che ”limitera’ gli abusi”.