FORZE DELL’ORDINE: FORSE 10 €. PER I MAGISTRATI LA MUSICA È DIVERSA

(di Mario Tafuri) – Sono
tutti servitori dello Stato ma fra i servitori dello Stato ci sono quelli di
serie A, i magistrati, e quelli di serie B, tutti gli altri, guidati dalle
Forze dell’Ordine.

Per le Forze dell’Ordine si parla di un umiliante aumento di
10 euro al mese, rigorosamente lordi, dopo un blocco di 3 anni (2012-2014); per
i magistrati, che hanno già avuto un “acconto” sugli aumenti che poi non ci
sono stati, non ci sarà restituzione dell’acconto, che così passa in
cavalleria. 
Anche per il futuro (2015-2017) hanno già incassato
l’acconto, ma lo dovranno restituire. A rate. Non sono cose che fanno bene allo
spirito di chi è impegnato, giorno e notte dopo giorno e notte, a garantire ai
cittadini quel minimo di sicurezza che con grande sforzo e sacrificio
individuale riescono a dare nonostante leggi contraddittorie,
decisioni giudiziarie ancor più contraddittorie, mezzi sempre più scadenti e
anche carenti (la benzina). 
Come
spiega Businessonline.it “lo sblocco degli stipendi e il rinnovo dei contratti
die dipendenti pubblici si dovrà fare per legge, ma al momento le novità e
ultimissime notizie che arrivano ad oggi sono davvero negative. 
Le trattative
proseguono a rilento e con posizioni opposte per gli statali, la polizia,
carabinieri, vigili del fuoco, guardia forestali e tutte le forze dell’ordine. Tanto è vero che si pensa che una conclusione possa arrivare solo nella
primavera del 2016.
E al momento stando ai fondi stanziati, si parla di circa 10
euro al mese di aumento, contro una perdita degli scorsi anni intorno ai
100-200 euro”. 
Per i magistrati la musica è molto diversa.  Come spiega
Nonsprecare.it “nessuno dovrebbe incassare un euro in più” in base a quanto
“prevede il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 7 agosto
scorso.  Invece ai magistrati è stato prima concesso e poi non recuperato
lo scatto relativo al triennio 2012-2014, pari a circa il 3,24 delle
remunerazioni. La vittoria è dovuta all’azione dell’Associazione nazionale magistrati,
come si legge sul sito di Unicost (Unità per la Costituzione), una delle
correnti che fanno parte della maggioranza alla guida dell’Anm: «Al termine del
triennio, non essendo stati riscontrati aumenti degli stipendi degli altri
settori del pubblico impiego, è risultato che gli acconti ricevuti non erano
giustificati. Ciò nonostante, grazie all’azione dell’Anm, ed al ruolo svolto
dal Comitato Intermagistrature, essi sono stati cristallizzati a nostro favore
per gli anni già erogati; ed è bene ricordare che non era affatto un risultato
scontato». 
Complimenti, dunque, all’Associazione nazionale magistrati e al
Comitato Intermagistrature, che mette insieme i componenti delle varie
magistrature, compresi i giudici di Tar e Consiglio di Stato.  Resta una
domanda: che cosa significa «cristallizzati»? «Significa che è stato
riconosciuto dalla Ragioneria dello Stato il nostro diritto a non restituire
gli aumenti ricevuti»
spiega Roberto Carrelli Palombi, segretario nazionale di
Unicost. E aggiunge: «Altro discorso, invece, riguarda l’incremento per il
triennio 2015-2017 che abbiamo già incassato e dobbiamo restituire. Tenendo
presente che non si tratta di un taglio dei nostri stipendi, ma solo della
restituzione di un acconto non dovuto»”. 

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