FINANZIERI CONDANNATI PER SEQUESTRO DI PERSONA

Sembrava
soltanto una lite tra automobilisti, anche se poi era degenerata e uno dei
coinvolti era stato colpito con un pugno. Quando subito dopo è arrivata a via
Roma una pattuglia della Guardia di Finanza, per due giovani di San Cipriano
Picentino è iniziato invece un incubo durato dodici ore, in cui sono rimasti
bloccati nella caserma delle fiamme gialle senza poter contattare nessuno. Un
“sequestro di persona” secondo i giudici della Corte d’Appello, che ieri
pomeriggio hanno emesso per tre finanzieri una sentenza di condanna.

Le
indagini hanno ricostruito che il giovane colpito con un pugno era anche lui un
militare della Finanza, che vistosi in difficoltà aveva chiamato i colleghi per
denunciare l’aggressione. I militari avrebbero usato però la mano pesante,
tanto che le prime accuse parlavano anche di percosse e umiliazioni. Il
processo è poi andato avanti solo per il reato di sequestro di persona, perché
l’ipotesi di lesioni si è prescritta già in primo grado, quando a nove anni dai
fatti si è finalmente arrivati a una sentenza. Ora di anni ne sono passati
diciotto, e se i giudici hanno potuto emettere una condanna per sequestro di
persona è solo perché tre dei quattro imputati hanno rinunciato alla
prescrizione. La pena più alta, 2 anni e 8 mesi, è stata disposta per Marco Verucchi,
mentre è di 1 e 8 mesi per Domenico Ardu e Andrea Di
Russo
. Dichiarata la prescrizione per Giuseppe Fulvio Ristagno,
che resta però anche lui vincolato al risarcimento del danno nei confronti dei
ragazzi di San Cipriano, costituitisi parte civile tramite l’avvocato Michele Tedesco.

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Sia il legale di Ristagno (Antonio Ferrari) che gli altri difensori
Antonio Calabrese e Amos Benni presenteranno
però ricorso in Cassazione. La battaglia giudiziaria non è ancora finita,
sebbene la vicenda risalga al lontano 1997, quando l’autovettura dei due
ragazzi picentini, all’epoca poco più che maggiorenni, incrociò quella del
finanziere. La prima pronuncia di un giudice, quella che decise sul rinvio a
giudizio, dispose che a processo andassero anche i due ragazzi, accusati di
resistenza a pubblico ufficiale per essersi rifiutati di sottostare agli ordini
impartiti da un ufficiale della Guardia di Finanza chiamato per far liberare la
strada dalla loro auto. Il Tribunale li ha però assolti, e ieri la Corte
d’Appello ha respinto l’appello dei finanzieri che ne chiedeva invece la
condanna. Per i giudici restano soltanto vittime, portati indebitamente in
caserma e trattenuti per dodici ore senza che ve ne fosse motivo.

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