“Fatti e Misfatti”: le circolari dell’Arma dei Carabinieri. 5° corso allievi vice brigadieri dell’Arma

Anche in questo caso sembrerebbe dimostrato che la circolare del Comando Generale dell’Arma destinata a valutare la posizione d’impiego dei neopromossi Sovrintendenti, attuali frequentatori del corso d’istruzione, imponga ai Comandanti di Corpo l’adozione di provvedimenti – apparentemente irragionevoli o perlomeno illogici – che oltre a causare malessere, disorientamento e gravi disagi nei riguardi dei vincitori del concorso, nonché dei loro familiari, non tengono conto, in alcun modo, delle preziose professionalità e dell’esperienza maturata dai militari in settori strategici e delicati tra cui quello operativo/investigativo.

Condizioni queste, che generano, altresì, demotivazione e aumentano in modo esponenziale lo stress del personale, il tutto a discapito dell’efficienza dei Reparti interessati e della sicurezza dei territori. Lo dichiara il Dirigente USMIA Carabinieri Giuseppe La Fortuna, e continua: stiamo assistendo ad una preoccupante epidemia di rinunce al corso da parte di numerosi militari profondamente delusi nelle loro aspettative di carriera e private.

I motivi? Tutti molto simili! Ma le valutazioni delle singole posizioni d’impiego saranno rigide e inflessibili? E soprattutto, saranno imparziali nell’ambito dell’intera compagine nazionale?

La domanda è legittima tanto quanto il sospetto. Siamo ragionevolmente convinti – continua La Fortuna –  che qualora si avesse la possibilità di valutare caso per caso tutte le istanze sia di revoca, sia di accoglimento, emergerebbero interessanti elementi idonei a dimostrare che, anche questa circolare, come tante altre ereditate dall’attuale Comandante Generale dell’Arma dal suo predecessore, stia contribuendo a disarticolare gli equilibri di interi Reparti che, sino a pochi anni fa, erano l’invidia delle altre Forze di Polizia italiane ed estere per specializzazioni, professionalità e risultati operativi conseguiti.

Giuseppe La Fortuna conclude: ritengo che, qualora si voglia porre rimedio al preoccupante malessere e alla crescente demotivazione ormai dilagante tra il personale, è giunta l’ora di revocare tutte le circolari formulate dal precedente Comandante Generale. Un provvedimento che consentirebbe di riaffidare le redini dell’impiego e della gestione del personale a quei Comandanti/Dirigenti all’altezza di far coincidere gli interessi dell’Amministrazione e l’efficienza Istituzionale con la tutela dei diritti dei militari e del loro benessere.

Un’azione ardua ma coraggiosa che verrebbe apprezzata da tutti i 108.000 uomini e donne Carabinieri, capace di dimostrare in maniera inconfutabile che gli errori di un Comandante non possono e non devono distruggere quello che i nostri eroi hanno costruito in più di due secoli di gloriosa storia.

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