FACEBOOK E MILITARI, IL GOVERNO:”NESSUN MONITORAGGIO, MA PER I PROFILI PUBBLICI E’ NECESSARIO RISERVATEZZA E DECORO”

Pochi giorni fa abbiamo pubblicato la risposta
del sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano all’interrogazione dell’on.
Vito in merito alla punizione patita da un delegato del Co.Ce.R.
per
aver “denunciato” le precarie condizioni del personale militare in servizio all’EXPO.

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In tale circostanza si desumeva dalla risposta una sottesa contraddizione del Governo che da un lato si adopera per una
riforma della Rappresentanza militare rinviandone le elezioni al fine di accrescerne
le prerogative e (si auspica) la democrazia, dall’altro ritiene legittime le
punizioni ai delegati del Co.Ce.R. (per questioni inerenti il proprio mandato).
L’articolo terminava con un profetico “Ci chiediamo inoltre come avrebbe
risposto l’altro sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, già generale dell’Esercito e già presidente del
Co.Ce.R, se fosse stato lui a rispondere
”.

Da
tale interrogazione ne sono scaturite altre sia dello stesso interrogante, on.
Vito che da vari esponenti del Movimento 5 Stelle, sul monitoraggio dei profili
Facebook dei militari
. Questa volta a rispondere è l’on. Rossi, già
Presidente del Co.Ce.R… La risposta non solo non è diversa, ma a bene vedere
rimarca quanto già sottolineato nella precedente:

Nel ribadire, in questa sede, i contenuti di quella risposta, si
riferiscono di seguito elementi di informazione sulla vicenda.  Secondo
quanto riportato dallo Stato Maggiore dell’Esercito, un primo procedimento
disciplinare si è concluso con l’irrogazione di 1 giorno di consegna (non di
rigore) nei confronti di un sottufficiale, per violazione dell’articolo 1472,
comma 1, del Codice dell’Ordinamento Militare che, nel riconoscere ai militari
libertà nella manifestazione del pensiero, vieta loro, tuttavia, di trattare
pubblicamente argomenti di servizio in assenza di specifica autorizzazione. 
Il procedimento, per quanto comunicato dalle competenti autorità, è stato avviato
nel rispetto della normativa e dei diritti di difesa nonché accuratamente
istruito, in quanto è stata accertata e documentata la condotta
disciplinarmente rilevante posta in essere dal militare. si rende noto che
non risulta essere svolto alcun monitoraggio dei profili del personale militare
presenti sui Social Network; tuttavia, nell’ambito delle attività
di verifica riferite alla fattispecie in esame, l’ufficiale incaricato,
analizzando la pagina di Facebook pubblica di una giornalista
– autrice dell’articolo oggetto degli accertamenti, pubblicato sul quotidiano Libero –
è risalito ai profili Facebook, anch’essi pubblici, dei militari
interessati, rilevando in tal modo condotte passibili di vaglio disciplinare. 

In una seconda interrogazione, specificatamente sulla questione
Facebook, il sottosegretario Rossi risponde:

Si conferma che lo Stato Maggiore dell’Esercito ha diramato una
comunicazione interna finalizzata a disciplinare l’utilizzo da parte del
personale militare dei social networks. Detta comunicazione non rappresenta nulla di più di un semplice «decalogo», con
un richiamo all’osservanza di alcune basilari norme comportamentali che ogni
militare, in ragione dello status rivestito, è tenuto ad
osservare, anche nell’uso dell’ultimo nato tra le piattaforme di comunicazione
di massa. In tale ottica, l’Esercito ha voluto richiamare l’attenzione dei
propri militari ad un uso consapevole dei social networks,
nell’impiego dei quali, al pari di quanto avviene con tutti gli altri mezzi di
comunicazione, non si può prescindere dall’osservanza dei doveri di
riservatezza e decoro.

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L’on.
Vito sul proprio profilo Facebook ha commentato:

Si tratta di una cosa assurda,
di enorme gravità, per la quale presenterò una nuova interrogazione, che lede i
più elementari principi costituzionali di libertà di stampa e del pensiero. Alla giornalista ed al quotidiano Libero (oltre che naturalmente ai Militari
sottoposti a procedimento disciplinare) va la mia solidarietà, alla quale mi
auguro si aggiunga presto quella dell’Ordine dei Giornalisti. Valuti poi la Ministra Roberta Pinotti se la gravità dell’accaduto non comporti
necessariamente una sua personale riflessione…! 


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