FA USO DI MARIJUANA, ESCLUSO DAL CONCORSO ASPIRANTE FINANZIERE.“FUNZIONI INCOMPATIBILI CON IL CONTATTO CON IL MONDO DELLA CRIMINALITA’”

(di Cleto Iafrate) – Un aspirante finanziere viene escluso dal concorso per il reclutamento di 750 allievi finanzieri.

Il provvedimento è adottato in quanto il giovane viene sorpreso dalla Guardia di Finanza in possesso di gr. 1,00 di marijuana; in precedenza lo stesso era stato anche fermato dai Carabinieri in possesso di sostanza stupefacente di tipo hashish.

Il giovane ricorre contro il provvedimento di esclusione ed il T.A.R. accoglie il ricorso, ritenendo che il provvedimento impugnato non fosse assistito “da idonea ed esauriente motivazione”.

Il Consiglio di Stato infine darà ragione all’amministrazione: per indossare una divisa bisogna possedere idonee qualità morali e di condotta.

Di seguito alcuni passaggi significativi della sentenza n. 4602/2016 del Consiglio di Stato.

«il provvedimento di esclusione di un candidato da un concorso per l’accesso ad una delle Forze di Polizia, determinato dal consumo personale di droga, sia pure consistente anche in un unico episodio accertato e per droghe non considerate “pesanti”, risulta, per un verso, congruamente motivato con riferimento all’episodio stesso e al suo evidente conflitto con i compiti che un appartenente alle Forze di Polizia è chiamato a svolgere; per altro verso, tale provvedimento non risulta affetto da eccesso di potere per illogicità o irragionevolezza, tenuto conto della natura dell’episodio in relazione alla delicatezza e specificità delle funzioni che si aspira a svolgere per il tramite del superamento del concorso, delicatezza e specificità certamente superiori rispetto ad altre pur importanti funzioni pubbliche» (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 29 ottobre 2011, n. 5411 e 9 luglio 2012, n. 4048).

I Giudici del Consiglio di Stato rilevano, altresì, che «l’uso di sostanze stupefacenti comporta necessariamente il contatto con il mondo della criminalità, che dallo spaccio di dette sostanze si alimenta con conoscenze di persone che la Guardia di Finanza, nel perseguimento dei propri compiti istituzionali, deve contrastare e assicurare alla giustizia e ciò spiega il rigore con cui non si ammette l’accesso nelle forze di polizia di coloro i quali hanno fatto “uso anche saltuario o occasionale di sostanze psicoattive (droghe naturali/sintetiche) ed abuso di alcol attuali e pregressi”».

 

Si tratta di una decisione coerente e in linea con i valori, la cultura e la storia della Guardia di Finanza.

 

Cleto Iafrate