EXPO, MILITARI IN MEZZO AL FANGO. LA GRANDINE DISTRUGGE ANCHE LE TENDE

(di Chiara Giannini) – Mesi nelle tende, mentre agli immigrati sono
dedicate strutture a quattro stelle e caserme dismesse: questa è la sorte dei
militari che, a Bellinzago Novarese, ormai da giorni alloggiano accampati.

Nonostante gli articoli della stampa, le segnalazioni del Cocer e le lamentele
degli stessi soldati impegnati all’Expo, l’Esercito italiano si era affrettato
a precisare, sul quotidiano Libero, che la situazione disagiata a cui gli
onesti servitori della Patria si devono adattare, è la stessa che è richiesta a
qualsiasi militare. Insomma, niente aria condizionata nelle tende, nonostante i
40 gradi di giorno, turni che impediscono di arrivare in tempo a mensa e che
obbligano a mangiare un pasto a base di carne in scatola e fette di pane, ore a
lavorare per la sicurezza all’esposizione milanese, senza aver la possibilità
di muoversi per andare in bagno.
 Alla beffa si aggiunge il disastro, perché il
maltempo ci ha messo lo zampino. A causa di una violenta grandinata arrivata
nelle scorse ore, diverse tende sono rimaste allagate e le strutture sotto cui
erano stati posizionati il refettorio, la palestra e altri servizi sono andate
distrutte e tuttora restano inutilizzabili. l’Esercito sta contando i danni e
si sta adoperando per dare idonea sistemazione a chi è rimasto in mezzo al
fango.

Mentre il Cocer scrive. “E’ fin troppo chiaro che
questo campo si è trasformato in un pantano di fango dove non possono dormire
degli uomini e delle donne”. E’ Domenico Bilello a ricordare che “da giorni si
denuncia una situazione per cui si rimane inascoltati”. Anche stavolta
l’Esercito farà orecchi da mercante e invierà smentite? Difficile, viste le
foto che documentano l’accaduto. E il governo che farà? Continuerà a dare gli
alberghi agli immigrati e a lasciare i suoi militari in mezzo al fango? Visti i
risultati dell’ultima segnalazione, è molto probabile che, di nuovo, coloro che
dovrebbero essere primi siano retrocessi a fanalino di coda.
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