Esproprio di terreni vicino a Sigonella, due militari arrestati per istigazione alla corruzione

Un tenente colonnello e un luogotenente dell’Aeronautica militare sono stati arrestati dalla Guardia di finanza di Catania per istigazione alla corruzione in concorso. I due, Matteo Mazzamurro e Giuseppe Laera, sono militari in forza al 3° reparto Genio di Bari ma il motivo per cui sono stati arrestati riguarda la procedura di esproprio per pubblica utilità di alcuni terreni adiacenti alla base militare di Sigonella, a Sud di Catania, dove oltre ad alcuni reparti della Us Navy operano anche l’Aeronautica militare italiana – con il 41° Stormo, i controllori di volo che si occupano del traffico aereo militare e civile del Sud Italia e del Mediterraneo centrale, e il servizio meteo – e strutture della Nato.

Secondo un’indagine del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza e della procura di Catania, partita dalla denuncia di un collaboratore della società proprietaria dei terreni, i due militari avrebbero «sollecitato il proprietario del terreno a versare una somma di denaro in contanti, garantendo in cambio molteplici vantaggi», come spiega la procura. I due, che erano incaricati di seguire l’iter amministrativo della procedura di esproprio con fondi della Nato di due aree limitrofe alle due testate della pista dell’aeroporto militare, per un totale di circa cento ettari di estensione, avrebbero offerto alla società titolare dei terreni una sorta di pacchetto di «molteplici vantaggi». In cambio, i due militari avrebbero richiesto una percentuale tra l’1 e il 3 dell’indennizzo, secondo il valore complessivo dell’indennità di esproprio: più aumentava l’indennità, più aumentava la percentuale. Nel «pacchetto», i miliari avrebbero offerto: un indennizzo maggiore rispetto ai valori di mercato per l’esproprio, da 18mila a 35mila euro per ettaro; un ampliamento dell’area da espropriare rispetto al progetto originario; un rapido riconoscimento dell’indennità.

I due militari dell’Aeronautica sono stati arrestati su richiesta della procura e con un’ordinanza firmata dal gip di Catania; abitazioni e uffici dei due, tra Sicilia, Lazio e Puglia, sono stati perquisiti. Richiesta, con un ordine di esibizione, alla Direzione dei lavori e del demanio del ministero della Difesa (Geniodife) la documentazione relativa alla procedura di esproprio di quei terreni.

Nel corso della conferenza stampa, stamattina nella sede della Guardia di finanza di Catania, si è appreso che i terreni, che ricadono in parte in territorio di Catania e in parte in quello del comune di Motta Sant’Anastasia, sono di proprietà dell’editore catanese Mario Ciancio Sanfilippo, attualmente sotto processo a Catania per concorso esterno all’associazione mafiosa, che li detiene attraverso una società che si chiama Sater Srl (Società agricola turistica Etna Riviera) e che risulta parte lesa nel procedimento: «Noi sappiamo che il collaboratore (della Sater, ndr) – ha sottolineato il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro – ha agito con il consenso della proprietà che ha come amministratore unico Mario Ciancio Sanfilippo».

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