E’ MORTO IL GEN. BISOGNIERO, GIA’ COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA E CAPO STATO MAGGIORE DIFESA

Il capo di Stato Maggiore dell`Esercito, generale di Corpo d`Armata Salvatore Farina, appresa la triste notizia del decesso del generale Riccardo Bisogniero, esprime profondo cordoglio alla famiglia, a nome della Forza Armata e suo personale, ricordandolo come una straordinaria figura di uomo e di soldato che ha sempre operato con spiccato spirito interforze e altissimo senso del dovere, al servizio della Nazione.

Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, appresa la notizia della scomparsa del generale Riccardo Bisogniero, ha espresso in una nota, a nome suo e di tutte le Forze armate, sentimenti di sincero e profondo cordoglio.

“Partecipo con profonda commozione alla perdita di un uomo, prima che un militare, impegnato con dedizione al servizio delle Istituzioni. Tutti noi ricordiamo il generale Bisogniero per i prestigiosi incarichi di primo piano ricoperti sempre con grande professionalità e generosità. La sua è stata una vita spesa per il bene del Paese”. Ufficiale dell’Esercito, decorato di medaglia di bronzo al Valor militare dopo la Guerra di Liberazione, Riccardo Bisogniero – ricorda la nota – fu nominato comandante generale dell’Arma dei Carabinieri il 20 gennaio 1984. Coprì questo incarico per due anni. Il 9 gennaio 1986 divenne capo di Stato Maggiore della Difesa.

Nato a Roma nel 1923, Riccardo Bisogniero iniziò la propria carriera militare nei bersaglieri, partecipando successivamente alla guerra di liberazione, meritandosi una medaglia di bronzo al valor militare concessagli dalla Repubblica Italiana.

Subito dopo la fine del conflitto fu collocato in aspettativa per infermità; in seguito, nel 1950, rientrò in servizio presso l’82º Reggimento fanteria “Bologna”. Frequentò la scuola di guerra e il corso di stato maggiore interforze per poi dedicarsi all’insegnamento nei medesimi corsi. Nominato addetto militare all’ambasciata di Belgrado dal 1967 al 1970, venne promosso colonnello e comandò l’8º Reggimento bersaglieri “Ariete” per poi passare alla direzione dell’ufficio “politica militare” dello stato maggiore.

Nominato generale di brigata nell’ottobre 1974, diresse il III reparto dello stato maggiore dell’esercito sino al 1977. Nel 1979 venne nominato consigliere militare per conto del ministero e quindi promosso a generale di corpo d’armata nel 1981 col compito di comandante del III Corpo d’armata.

Divenuto dal 20 gennaio 1984 comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, divenne capo di Stato Maggiore della Difesa dal 9 gennaio del 1986 rimanendo in carica sino al 31 marzo 1988.