DEL SETTE: “I NOSTRI CARABINIERI SONO ALL’ALTEZZA DEL PERICOLO TERRORISMO”

Il gran parlare di terrorismo ha scatenato infiniti dibattiti sul web. Sono in molti a temere il peggio anche per l’Italia dove, nonostante i cattivi presagi, ancora la situazione sembra essere sotto il controllo dei servizi di intelligence. Riportiamo un interessante intervista del comandante Generale dell’Arma dei carabinieri, generale Tullio Del Sette, rilasciata a Silvia Mancinelli de Il Tempo.

«Non possiamo ritenerci al riparo al cento per cento, non c’è dubbio». Tullio Del Sette, comandante generale dell’Arma dei carabinieri, non addolcisce la pillola e va dritto al punto. In occasione della chiusura dell’anno accademico, alla scuola ufficiali, illustra le sfide da affrontare e le strategie per scongiurare la realizzazione dei piani già sbandierati dall’Isis contro Roma e l’intero Paese. «Lavoriamo senza sosta, ma è impossibile affermare con certezza che la prevenzione ci rende inattaccabili». Mentre l’Europa alle corde sotto i colpi del terrorismo, l’Italia resta sulla difensiva e non arretra di un passo.

Generale, in Italia c’è un concreto pericolo di attentati?

«Bisogna stare all’erta e lavoriamo per prevenire ogni possibile attentato, anche se, chiaramente, è difficile poterlo dire. Abbiamo lavorato sul piano preventivo e dei possibili interventi».

Quali sono le forze messe in campo per rispondere alla sfida lanciata dai terroristi?

«Il Gis, Gruppo di Intervento Speciale, e i Nocs sono certamente preparati per rispondere ad ogni esigenza. Ma sia la Polizia sia noi abbiamo costituito delle cellule operative, le nostre sono le Sos e le Api, le aliquote di pronto intervento e le squadre operative di supporto, in grado di intervenire in qualsiasi circostanza. Sono sul territorio h24 perché la sicurezza sia più elevata possibile».

Come fate per scongiurare il pericolo foreign fighters?

«È da tempo che si fanno servizi in questo senso, lo scopo è prevenire ogni loro possibile iniziativa, anche se non possiamo ritenerci al riparo al cento per cento. Qui oggi ci sono tanti ufficiali che chiudono il corso: sono stati preparati per affrontare al meglio quelle che saranno le situazioni del futuro. Nei corsi dell’Accademia sono presenti anche un ufficiale albanese, tre afghani, due cileni e uno turco.

I carabinieri abbracciano il multiculturalismo?

«Sono una compagine meravigliosa, che trasmette energia. Mi piace sottolineare la composizione internazionale, testimonianza del fatto che l’Arma è una realtà stimata anche oltre i nostri confini, al punto che molti paesi ci hanno affidato l’importante compito di formare i loro giovani ufficiali».

Avete predisposto corsi specifici per l’allerta attentato?

«Certo. Ci sono corsi per tutti i livelli e soprattutto per coloro che sono destinati a prevenire e reprimere ogni reato in materia».