Crosetto denuncia colpi di avvertimento contro un convoglio italiano UNIFIL in Libano: “Grave rischio per i nostri militari”
L’episodio nel Sud del Libano: convoglio partito da Shama e rientrato alla base
“Esprimo la mia più ferma e indignata protesta per quanto accaduto questa mattina nel settore di responsabilità di UNIFIL in Libano meridionale. Un convoglio logistico del contingente italiano, in movimento da Shama verso Beirut, è stato fatto oggetto di colpi di avvertimento esplosi dalle IDF a circa due chilometri dalla base di partenza. A seguito dell’episodio, la colonna ha immediatamente interrotto il movimento e ha fatto rientro in base”.
Danni lievi ai mezzi, nessun ferito tra i militari italiani
“Solo lievi danni ai veicoli, non si registrano feriti, ma fino a quando? È inaccettabile che militari italiani impegnati sotto bandiera delle Nazioni Unite, con compiti esclusivamente di garanzia della pace e della stabilità, vengano esposti a situazioni di rischio da parte dell’esercito israeliano”.
Perché il caso è rilevante: il convoglio operava nell’area UNIFIL
Il riferimento è al settore di responsabilità della missione UNIFIL, la Forza ad interim delle Nazioni Unite in Libano, dove opera anche il contingente italiano. La base di Shama, citata dal ministro, è uno dei punti nevralgici della presenza italiana nel sud del Paese ed è sede del Settore Ovest a guida italiana. Negli ultimi mesi l’area è già stata interessata da diversi episodi di rischio che hanno coinvolto infrastrutture e personale della missione ONU.
La denuncia di Crosetto contro Israele
“Il personale di UNIFIL opera in Libano in attuazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite, per contribuire alla sicurezza e alla de-escalation. La messa in pericolo di convogli chiaramente identificati con la bandiera dell’ONU non può essere tollerata. Si tratta di un comportamento grave che rischia di compromettere la sicurezza dei peacekeeper e la credibilità stessa della missione”.
Le parole del ministro della Difesa inseriscono l’accaduto in un quadro già molto delicato, segnato da tensioni ripetute attorno alle postazioni e ai movimenti di UNIFIL nel Libano meridionale. In precedenti episodi, anche le Nazioni Unite avevano segnalato rischi diretti o indiretti per il personale dispiegato nell’area di Shama.
La richiesta alle Nazioni Unite: chiarire subito l’accaduto
“Chiedo alle Nazioni Unite di intervenire presso le Autorità israeliane con la massima urgenza per chiarire l’accaduto, adottare tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza del contingente italiano e di tutto il personale UNIFIL, e ribadire con fermezza il rispetto del mandato e della protezione dovuta ai caschi blu”.
La richiesta di Crosetto punta quindi a un doppio obiettivo: da un lato l’accertamento immediato dei fatti, dall’altro l’adozione di misure concrete di sicurezza per evitare nuovi episodi a danno dei militari impegnati nella missione ONU. Alla luce del ruolo italiano in Libano, il tema riguarda direttamente la tutela del contingente nazionale e la tenuta operativa dell’intera missione. L’Italia, secondo le informazioni diffuse negli ultimi mesi, mantiene in Libano una presenza militare significativa nell’ambito di UNIFIL, con una parte rilevante schierata proprio tra Shama, Al Mansouri, Naqura e Beirut.
Il messaggio politico dell’Italia su UNIFIL
“L’Italia continuerà a sostenere la missione di pace, ma pretende il pieno rispetto del ruolo di UNIFIL e la tutela dei propri militari. Episodi come questo sono intollerabili e non devono ripetersi”.
La presa di posizione del ministro Guido Crosetto conferma così la linea italiana: sostegno alla missione ONU in Libano, ma richiesta di piena protezione per i militari italiani e di rispetto assoluto per i convogli e le basi identificati con le insegne delle Nazioni Unite.
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