CRIMINALI SERIALI: NIENTE DOMICILIARI, IL GIP DI “FERRO” LI LASCIA IN CARCERE: “QUESTA CITTA’ NON E’ UN BANCOMAT!”

Il Giudice per le indagini preliminari Maurizio
Santoloci
, continua a tenere una posizione di assoluta fermezza nei
confronti di quelli che lui stesso ha definito “criminali seriali”, che
sfruttando le maglie larghe della legge riescono a rimanere impuniti e ha
continuare a compiere reati indisturbati
.

In mezzo alle tante chiacchiere dei politici in tema
di sicurezza, le decisioni e le prese di posizione del Gip di Terni sono l’unica
certezza per i cittadini, una vera musica alle orecchie dei Ternani ormai rassegnati
per l’incremento inarrestabile di reati.
Infatti sebbene i due rumeni arrestati, avrebbero
potuto beneficiare degli arresti domiciliari, secondo il giudice ternano, però,
gli arresti domiciliari sarebbero  soltanto un «base di lancio
operativa» dalla quale partire per utilizzare il territorio cittadino come un
grande «bancomat»
.
Inoltre il gip ha evidenziato la propensione dei due
romeni a delinquere, seriale e continuata, per la reiterazione delle loro
condotte devianti, paragonandoli ad una «banda mobile», per tali
ragioni il gip Maurizio Santoloci, stamani al termine dell’udienza di
convalida, ha disposto la custodia cautelare in carcere per entrambi.
Una decisione  assunta dal giudice nonostante
le novità in tema di misure cautelari personali introdotte con la legge
47/2015, entrata in vigore venerdì scorso, e che fino a un certo livello di
reato prevede appunto la prevalenza della misura degli arresti domiciliari.
Rimangono quindi in carcere in carcere i due romeni
di 27 e 24 anni arrestati a Terni nella notte tra venerdì e sabato scorso con
l’accusa di aver compiuto una rapina ai danni di un negoziante bengalese, cui
avevano puntato un cavatappi alla gola.
Il giudice ha anche trasmesso l’ordinanza di
convalida dell’arresto e di applicazione della misura cautelare al questore ed
al prefetto concedendo il nulla osta per gli eventuali provvedimenti di
allontanamento dal territorio nazionale (che per uno dei due arrestati era già
stato adottato per motivi di ordine e sicurezza pubblica). La custodia
cautelare in carcere era stata applicata anche per altri due presunti
spacciatori di droga, arrestati nei giorni scorsi dalla squadra mobile.
Nelle passate settimane, anche attraverso interviste
sulle televisioni nazionali, Santoloci aveva evidenziato alcuni “buchi neri
del sistema che finiscono con il favorire la criminalità e complicare
il lavoro della stessa magistratura, ma aveva pure ripetuto che il buonismo
non è dovuto
, non è obbligatorio. Una posizione confermata proprio
attraverso i provvedimenti di fermezza adottati in casi come
questo  della rapina al bazar etnico, compiuta dai due rumeni.