COMANDANTE DELLA DICIOTTI HA APPRESO GLI ORDINI DAI SOCIAL E NON DAL COMANDO

Sul suo profilo Facebook, ha pubblicato un disegno (del «No borders» Francesco Piobbichi): c’è una nave carica, con decine di teste che affiorano, e due mani grandi che prendono da sotto, come in un abbraccio, e la sollevano un metro dall’acqua.

Posted by Massimo Kothmeir on Sunday, August 19, 2018

Il comandante di fregata della Umberto Diciotti, il genovese Massimo Kothmeir, non è uomo da rilasciare interviste. Per chi tiene alla causa dei migranti bloccati a bordo della nave, è un eroe. Per chi sostiene la battaglia di Matteo Salvini, quanto meno un inciampo, se non un colluso degli scafisti.

Oggi lo ha incontrato il radicale Riccardo Magi, deputato di +Europa, che è salito a bordo: «Quando gli ho chiesto delle condizioni della nave e quanto si può resistere, mi ha detto che siamo ormai ben oltre i limiti. E poi mi ha spiegato che ha appreso del divieto di sbarco, e anche dell’autorizzazione a sbarcare i minori, via social. E ha allargato le braccia. Per un militare, non ricevere ordini scritti è sconcertante. Il comando generale gli ha poi confermato per via radio le istruzioni».

In effetti qualcosa che non funziona c’è. E’ vero siamo nell’epoca dei social, l’arena dei giornalisti, il ring dei politici. Ma che un militare, il comandante di unità con responsabilità di uomini e mezzi debba informarsi sui social per sapere cosa fare, beh qui si supera ogni logica. Senza entrare nel merito dello sbarco, delle decisioni politiche o delle scelte governative. Qui si parla di gestione di emergenze, soccorso in mare. Gli ordini devono essere chiari, da non suscitare dubbi, ed il militare ha il dovere di assumere l’iniziativa in mancanza degli stessi.