Colonnello Paternò: “Anche i giudici sono umani. L’avreste mai detto?”

di Salvino Paternò – colonnello dei carabinieri in congedo, docente di Criminalistica nei corsi Scienze criminologiche e forensi all’Università di Roma La Sapienza.

“Ebbene, sì! Recenti studi antropologici dimostrano che i magistrati hanno lo stesso codice genetico degli esseri umani! L’avreste mai detto?
Pare che anche loro per vivere siano costretti a mangiare, debbano dormire e, per quanto paia incredibile, finanche defecare.


Alla luce di siffatta scoperta scientifica, non pare poi così peregrina la presa di posizione del Viminale di contestare le decisioni di alcuni giudici, i quali, dopo essersi sperticati in palesi dichiarazioni e pubbliche manifestazioni contro la politica governativa, abbiano poi reso nulle, con le loro creative sentenze, le disposizioni varate dell’Esecutivo.

Bisogna prendete atto che le “toghe rosse” (a cui non piacciono le “zone rosse”) non sono, come finora si credeva, Divinità Aliene Mutaforma. Non hanno il super potere di modificare all’occorrenza la propria struttura morfologica e psichica, trasformandosi cosi da contestatori sfegatati a giudici impassibili e imparziali.


Avendo, quindi, gli stessi difetti dei comuni mortali, non dovrebbero fare sfoggio delle loro passioni politiche. E se proprio non riescono a tenere le loro auree boccucce chiuse, se non possono resistere al fascino delle telecamere, allora poi dovrebbero astenersi dal giudicare vicende su cui hanno già espresso il loro giudizio.

Insomma, delle due l’una. O ti stai zitto e amministri la giustizia, o parli ma poi ti defili. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca… anche perché i cittadini ormai sono sobri e di “pieno” non hanno la botte, bensì le scatole.

Inevitabilmente parte in automatico lo “sconcerto” dell’associazione nazionale magistrati che chiede al CSM di tutelare i poveri giudici segnalati dal Ministro.

Bhe… per il momento lo sconcerto deve mettersi in fila, poiché attualmente è impegnato a manifestarsi nella guerra tra bande proprio al CSM, dove le oscure manovre correntizie pare influenzassero il mercato delle promozioni.


Per cui, non ci sono più dubbi: anche i giudici piangono e sotto le toghe batte un miserabile cuore umano. Eh sì, sono come noi e come noi sbagliano… e come noi dovrebbero pagare per i loro errori!”