CASO MAGHERINI, CARABINIERI ASSOLTI. SODDISFAZIONE DEL COCER: “NESSUNO POTRÀ RESTITUIRE LA DIGNITÀ INGIUSTAMENTE CALPESTATA”

La quarta sezione penale della Cassazione ha assolto i tre carabinieri accusati di omicidio colposo per la morte di Riccardo Magherini, avvenuta in Borgo San Frediano, Firenze. Il collegio, presieduto da Patrizia Piccialli, ha disposto l’annullamento senza rinvio della sentenza d’appello perché «il fatto non costituisce reato». 

«Riccardo – ha detto l’avvocato Fabio Anselmo, che rappresenta le parti civile nel processo, lo stesso legale che ha seguito i familiari di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi. – non è morto per la cocaina, la cocaina uccide ma lascia tracce, invece il cuore di Riccardo era perfetto. Non è morto per infarto, ma perché gli è stato impedito di respirare». Secondo la difesa dei tre militari, che su questo ha puntato parte della strategia difensiva, non poteva essere imputata loro un’omissione perché non avevano le conoscenze mediche per riconoscere i segni di una crisi respiratoria.

«Riteniamo che i carabinieri non avessero elementi per capire quello che stava accadendo a Magherini a causa dello stupefacente. Magherini è morto per una serie di concause, tra cui anche la sofferenza per la posizione prona, ma era necessario bloccarlo, e i carabinieri non potevano capire che era il momento di metterlo a sedere», ha osservato l’avvocato Francesco Maresca, che ha difeso due dei tre carabinieri. Uno di loro, Agostino della Porta, era in aula oggi, ha assistito in prima fila al dibattimento. «In attesa di leggere i motivi – ha detto l’avvocato Eugenio Pini, difensore di Stefano Castellano, uno dei tre militari imputati – ritengo che giustizia sia stata fatta. Dopo aver affrontato numerosi casi analoghi, spero che questa sentenza possa tracciare una nuova linea giurisprudenziale».

«Il CoCeR Carabinieri apprende con soddisfazione la decisione della Cassazione di assolvere i Carabinieri imputati nel processo per la morte di Riccardo Magherini perché il fatto non costituisce reato. L’ennesima dimostrazione che la giustizia deve essere amministrata dai Giudici e non attraverso processi mediatici. Siamo vicini ai Carabinieri assolti, consapevoli che nessuno potrà restituire loro la dignità ingiustamente calpestata, ne ripagarli delle offese e del danno subiti. Nella speranza che i giornali sapranno riportare la notizia con la stessa enfasi con cui fino ad oggi sono state diffuse le infamanti accuse».

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