Carenze di personale nei carabinieri: poche donne e pochi uomini dell’Arma potranno passare le feste in famiglia

I dati sugli effettivi dell’Arma dei carabinieri parlano chiaro: una grave carenza di unità mette a dura prova la forza lavoro. Attualmente, infatti, pare siano più di 15 mila le unità in meno rispetto al passato. Questo significa turni estenuanti e aree di controllo non coperte. Le donne e gli uomini dell’Arma sono vittime di questa situazione, costretti ad allontanarsi da casa per servire la comunità e rinunciare all’opportunità di trascorrere del tempo con i propri cari durante le festività. Un prezzo troppo alto da pagare in termini sia professionali che personali. È questo l’appello lanciato da Vincenzo Romeo, segretario generale di Pianeta Sindacale Carabinieri (Psc Assieme), al presidente del Consiglio Giorgia Meloni relativamente alla manovra finanziaria in discussione considerata «orfana di stanziamenti» sui temi delle carenze di organico dell’Arma.

«Siamo consapevoli – spiega Romeo – che ci sono priorità per garantire una ripresa dell’economia del nostro Paese. Eppure la sicurezza rappresenta una leva fondamentale sia per i nostri imprenditori sia per gli investitori stranieri».

Si contano oltre 15 mila unità in meno nella sola Arma dei Carabinieri e questo si traduce operativamente in turni massacranti, aree prive di controllo e donne e uomini dell’Arma costretti, anche quest’anno, a non poter passare le festività con la propria famiglia.

«Signor Presidente del Consiglio – conclude Vincenzo Romeo, segretario generale di Psc Assieme – siamo noi a usare il termine sicurezza nel dare voce a tutti i Carabinieri che amano questo paese svolgendo quel ruolo sociale di riferimento per i cittadini italiani. Vogliamo operare nelle adeguate condizioni, dove un Governo sceglie di investire sulla sicurezza e sulla efficienza di chi opera mettendo in pratica le aspettative di tutti i cittadini italiani di poter vivere nel rispetto delle leggi, con le garanzie dell’ordine e della sicurezza pubblica».

Un dato preoccupante che dovrebbe far riflettere le istituzioni sulla necessità di rafforzare gli effettivi dell’Arma.

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