CARABINIERI: GREEN PASS OPPURE PICNIC NEL “RECINTO” DEI NO VAX

“Dopo questa disposizione che ha diviso in due l’intero comparto, si spera che non venga istituzionalizzato un fregio distintivo da applicare sull’uniforme dei non vaccinati”. Lo dice il Segretario Generale USMIA Sezione Carabinieri Carmine Caforio

Sono trascorsi circa 6 giorni da quando le Amministrazioni delle Forze dell’Ordine si cimentano per rendere operativo il controverso provvedimento che, sin dalle prime ore dalla sua diffusione, aveva già creato incomprensioni, disgregazione tra i militari e tensione a tutti i livelli di comando; disorientamento sulle responsabilità di gestione e controllo green-pass, disagi e disservizi organizzativi, impiego di uomini e risorse economiche per l’acquisto e l’istallazione di gazebo, nonché l’allestimento di nuovi locali. In tale quadro, ci si chiede: quando le condizioni atmosferiche non consentiranno di utilizzare il gazebo, quale sarà l’alternativa???

Una disparità di trattamento che, oltre a colpire i NON VACCINATI, interessa altresì il personale GUARITO DAL COVID che, pur considerato immunizzato, non è ancora riuscito ad ottenere la certificazione verde. Tutto questo, solo per TRENTA MISERI MINUTI; il tempo previsto da contratto che consente, alle Forze dell’Ordine, di consumare, fugacemente, un pasto caldo all’interno di un ambiente accogliente e sano ove, peraltro, vengono rispettati igienizzazione e distanziamento sociale.

L’irragionevolezza della norma determina la sua palese inefficacia proprio nell’ambito dell’applicazione, poiché non idonea a raggiungere l’obiettivo auspicato: “EVITARE MESCOLANZA TRA MILITARI IMMUNIZZATI E NON”. Probabilmente, chi ha deciso di impartire tale direttiva, non è a conoscenza che, subito dopo il rancio, a prescindere dove esso sia stato fruito, TUTTI I MILITARI si ritroveranno ad operare – consentiteci la battuta, “vicini vicini” – a bordo di mezzi di servizio e in ambienti di lavoro promiscui. Altra incongruenza, per chi non lo sapesse, è quella che LA MEDESIMA DISPOSIZIONE NON PREVEDE ALCUN OBBLIGO DI GREEN PASS PER GLI ADDETTI ALLE MENSE, BAR E SPACCI MILITARI.

USMIA Sezione Carabinieri, nel sottolineare nuovamente di essere favorevole alla campagna vaccinale intrapresa dal Governo, sente il dovere di difendere la dignità dei militari non vaccinati; diritto, questo, suffragato dall’inviolabile libertà di scelta, riconosciuta e garantita dalla Costituzione ad ogni singolo cittadino.

Questa Associazione, facendo appello al buon senso nonché alla capacità di ascolto e confronto dei vertici Politici e Militari – sicuramente inspirate ai più alti valori democratici – chiede che venga urgentemente rivalutato il provvedimento in esame, i cui effetti, oltre a provocare disgregazione e tensione nei Reparti, svela un dato sensibile coperto da privacy che umilia la sensibilità e la dignità di migliaia di Uomini e Donne in uniforme; a tal proposito si rappresenta che diversi militari, profondamente imbarazzati a consumare il pasto nel “RECINTO RISERVATO AI NO VAX”, hanno scelto di rinunciare al vitto, mentre altri chiedono di essere impiegati in turni di servizio ove non spetta il trattamento alimentare gratuito.

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