CARABINIERE RICOVERATO PER FRATTURA A SEGUITO DI ARRESTO: COSTRETTO A COMPRARE BUSTO DI TASCA SUA PER DIMISSIONI

Sconcertante, accade a Roma: sono passate da poco le 22.40, una pattuglia del Nucleo Radiomobile interviene a seguito di una segnalazione di furto presso una lussuosa abitazione del quartiere Parioli. L’equipaggio, composto da due esperti graduati dell’Arma, individua subito il luogo dove si stava compiendo il delitto e contestualmente nota i due responsabili che si danno alla fuga. Immediatamente scaturisce un inseguimento che si conclude con l’arresto di uno dei responsabili – cittadino albanese già ricercato per altri crimini – ed il recupero dell’intero bottino consistente in due grossi borsoni colmi di preziosi e argenteria. E’ quanto commentano in una nota i delegati militari della Rappresentanza militare dell’Arma dei Carabinieri Giuseppe La Fortuna e Carmine Caforio.

Il secondo concorrente riesce a far perdere le sue tracce poiché, durante la concitata corsa a piedi, uno dei militari, per acciuffare il fuggitivo, scavalca un muro di cinta e cade rovinosamente a terra provocandosi la microfrattura di una vertebra della spina dorsale.  Fin qui – proseguono La Fortunae Caforio – normale amministrazione, come si usa dire nel gergo “carabinieresco”; le Forze dell’Ordine sono consapevoli che il loro servizio li espone costantemente a rischio e, in questi casi, a cosa vanno incontro. Se l’incognita del pericolo fa parte di questo mestiere, il DIRITTO ALLA SALUTE dovrebbe invece essere una garanzia inviolabile, oltretutto sancita dalla Costituzione.

Purtroppo non è così. Infatti, questa mattina la sconcertante notizia: l’Ortopedico visita il militare e dopo aver confermato una prognosi di 30 giorni di guarigione, informa il paziente che per lasciare l’ospedale deve necessariamente indossare un busto di cui la struttura sanitaria non dispone, altrimenti, la lesione riportata, potrebbe causare ulteriori danni.

Da qui una serie di telefonate e richieste che si concludono con altrettante risposte elusive ed incerte che inducono il Carabiniere a sborsare 350,00 euro per evitare l’aggravamento del suo stato di salute nonostante abbia agito con coraggio, tenacia, nell’interesse della Giustizia e della Legalità; anche il secondo graduato rimaneva lievemente ferito ma fortunatamente non dovrà sostenere grosse spese per acquistare un tutore per una lussazione al polso.

Questo – concludono La Fortuna e Caforio – è solo uno degli innumerevoli casi di Donne e Uomini che quotidianamente rischiano la loro vita per salvaguardare quella altrui, e di cui lo Stato ha il dovere di prendersi cura.