BLOCCO STIPENDI, LA DECISIONE DELLA CONSULTA A FINE MESE. SBLOCCO ED ARRETRATI?

(di Guido Lanzo) – Tutto scaturisce dal ricorso di 59 impiegati del Tribunale di Ravenna, che hanno coraggiosamente
sostenuto l’incostituzionalità del blocco degli stipendi e della
contrattazione deciso dal governo di Silvio Berlusconi per gli
anni 2011-2013, prorogato per il 2014 dal governo di Enrico Letta e
poi di nuovo per il 2015 dal governo di Matteo Renzi. 

Entro fine giugno la Consulta dovrebbe deliberare
sulla costituzionalità del blocco degli stipendi. Una misura che doveva essere
momentanea ed è diventata stabile. Un provvedimento d’emergenza divenuto
normalità, con una decisione che
potrebbe far tremare i conti pubblici italiani.
E’ l’Avvocatura dello
Stato a lanciare l’allarme, infatti secondo
il legale Vincenzo Rago, l’approvazione dei due decreti (art. 9 dl
78/2010 e art. 16 dl 98/2011) che per fronteggiare l’emergenza finanziaria
hanno bloccato il rinnovo dei contratti pubblici, sarebbero serviti a far
risparmiare allo Stato almeno 35 miliardi. Per il futuro, sempre per
l’Avvocatura, il risparmio garantito sarebbe di 13 miliardi l’anno. Ma
l’Avvocatura dello Stato si supera quando sostiene che il blocco dei contratti
non avrebbe minimamente intaccato le prerogative sindacali, al punto che “in
questi anni la contrattazione integrativa e quella sugli aspetti normativi è
andata quasi sempre avanti”
.
Relatrice del provvedimento presso la Corte
Costituzionale sarà Silvana Sciarra, docente di diritto del
lavoro al Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Firenze, eletta
alla Corte grazie ai voti dei Cinque Stelle
. Per intenderci: la stessa
giurista che è stata relatrice della sentenza-bomba con cui la
Consulta ha dichiarato incostituzionale il blocco della perequazione
sulle pensioni
 superiori a tre volte il minimo Inps.
Già la famosa sentenza sulle pensioni ha scatenato
il panico, e dei famosi 19 miliardi di rimborsi, Renzi ha svirgolato con un
“bonus” una tantum da elargire il primo agosto. Ma adesso in vista di una
possibile sconfitta cosa fare per restituire 35 miliardi?
L’unica speranza è che la Corte non si lasci
intimidire dalla responsabilità che vogliono gettarle addosso del buco in
bilancio che non solo hanno fatto i Giudici, ma che i responsabili del
disavanzo non stanno provvedendo a sanare mantenendo i privilegi più odiosi e
conculcando i diritti più elementari.

Nessuno dice che la Corte potrebbe e dovrebbe, in
linea con il merito del ricorso, dichiarare incostituzionale la reiterazione
continua del blocco, lasciando per esempio un anno o due legittimi in quanto
appunto misura temporanea e di emergenza. La corte potrebbe e dovrebbe intimare
il recupero di almeno un paio di anni di arretrati e ovviamente l’immediato
sblocco degli scatti di anzianità da ora in poi. Rimarrebbe la difficile
incognita di capire a quanto ammonterebbero gli arretrati di un contratto mai
stipulato!

Tratto dal Blog di Guido Lanzo



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