AUMENTI ALLA POLIZIA, IL DANNO E LA BEFFA I SOLDI DEL CONTRATTO NON SONO MAI ARRIVATI

Una lettera aperta, inviata a tutti i leader politici, in risposta alla «sollecitazione» arrivata dalla Funzione pubblica. Non cessano le tensioni tra sindacati di polizia e governo uscente in merito al rinnovo del contratto. La missiva è firmata dal Coisp, il sindacato indipendente di polizia, girata per conoscenza oltre che al premier Paolo Gentiloni, anche a Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi, Luigi Di Maio e Maurizio Martina che, si legge, «abbiamo inteso disturbare per conoscenza».

Nel dettaglio, motivo del contendere questa volta è la «coda contrattuale», ossia l’impegno preso dall’esecutivo a gennaio scorso, dopo la firma del contratto, «a proseguire nella definizione della parte normativa “per integrare le previsioni contenute nel presente decreto con riguardo agli istituti normativi e al trattamento economico accessorio”». Si tratta delle indennità accessorie (servizi esterni, servizi notturni, l’eventuale ordine pubblico e straordinari), su cui si deve ancora discutere.

La vicenda rischia però di diventare surreale visto che quelle stesse piattaforme su cui discutere, la Funzione pubblica già dovrebbe averle in suo possesso. «State chiedendo al Coisp, come agli altri sindacati e rappresentanze militari, di essere noi ad inviarvi “osservazioni e piattaforme”, quanto le stesse sono già in vostro possesso perché vi sono state inviate e consegnate più volte durante le riunioni che hanno portato al contratto per il triennio 2016-2018 ed anche successivamente allo stesso», tuona il sindacato nella risposta inviata alla Funzione pubblica.

«La fretta di chiudere il contratto nazionale di lavoro per i Ministri direttamente coinvolti è terminata il giorno successivo con la conferenza stampa in cui sono state sciorinate cifre che i poliziotti non vedranno mai nelle loro buste paga – dichiara Domenico Pianese, segretario generale del COISP – e anche quei miseri 45 euro che rappresentano l’effettivo aumento dello stipendio tarda ad arrivare perché i Ministri hanno perso la spinta elettorale e con inaccettabili lungaggini stanno causando ulteriori ritardi». La richiesta arrivata dal Dipartimento della Funzione pubblica, dunque, ha fatto andare su tutte le furie i delegati di polizia e forze armate (la stessa sollecitazione è arrivata anche ai Cocer), che stanno ancora aspettando di intascare gli aumenti e gli arretrati previsti dal nuovo contratto.

Già nei giorni scorsi il Sap, il sindacato autonomo di polizia, ha fatto sapere di aver risposto all’invito della Funzione pubblica «con altrettanta sollecitudine» chiedendo che «si provveda agli aggiornamenti stipendiali e agli accrediti degli arretrati». «E quasi incomprensibile – ha dichiarato a Il Tempo il segretario Stefano Paloni – la fretta di oggi sulla parte normativa visto che non hanno ancora adeguato le retribuzioni». La stessa richiesta è arrivata al Coisp che si è rivolto a Gentiloni pregandolo di «attivarsi urgentemente per far arrivare nelle tasche dei Poliziotti gli incrementi stipendiali e gli arretrati» e poi ai leader politici impegnati nella formazione di un nuovo esecutivo perché «arrivino ad una intesa per finalizzare un nuovo Governo che – per quanto riguarda l’aspetto normative ed economico del rapporto di lavoro con lo Stato di coloro che ogni giorno rischiano la propria vita per salvaguardare quella degli altri e le Istituzioni democratiche di questo Paese – si auspica voglia dare dimostrazione di totale cambio di direzione rispetto a quanto fatto dagli ultimi governi a guida Partito Democratico».

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