Difesa

Arrivano distacchi e permessi per le associazioni sindacali militari

Roma – Il Consiglio dei ministri si appresta ad approvare nella riunione di oggi pomeriggio un decreto legge che regolerà distacchi e permessi per le associazioni professionali a carattere sindacale tra i militari (APCSM). Si tratta di un passaggio importante per dare attuazione al diritto di associazione sindacale tra le forze armate, riconosciuto dalla Corte Costituzionale con una sentenza del 2018.

Il provvedimento, secondo quanto previsto dalla bozza, mira a “consentire il pieno svolgimento dell’attività a carattere sindacale e la partecipazione alle procedure di contrattazione del comparto difesa-sicurezza”. In particolare, per il 2024 vengono attribuiti alle APCSM “un distacco ogni quattromila unità di personale e un’ora annua di permesso retribuito ogni due unità di personale”.

I destinatari sono le associazioni professionali tra militari a carattere sindacale per singola Forza armata o Forza di polizia a ordinamento militare. Solo i militari in servizio permanente effettivo possono associarsi. I distacchi e permessi vengono ripartiti in maniera proporzionale in base al grado di rappresentatività di ciascuna sigla.

Per coprire i costi di questa attività, il governo ha stanziato oltre 6 milioni di euro, di cui 3,3 milioni per le Forze Armate, oltre 2 milioni per l’Arma dei Carabinieri e 1,1 milioni per la Guardia di Finanza. Inoltre, per il triennio 2022-2024, le quote di iscritti necessarie per il riconoscimento della rappresentatività a livello nazionale vengono ridotte di 2 punti percentuali.

Il decreto va a integrare la disciplina introdotta nel 2022 con la legge 46, che ha previsto per la prima volta la possibilità di costituire associazioni sindacali tra i militari, in seguito ad una sentenza della Corte Costituzionale. Fino ad allora, infatti, il Codice dell’Ordinamento Militare vieta questo tipo di organizzazioni.

La svolta è arrivata nel 2018, quando la Consulta ha dichiarato illegittimo il divieto assoluto di associazioni sindacali, ritenendolo in contrasto con la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Pur riconoscendo la specificità dell’ordinamento militare, i giudici costituzionali hanno stabilito che deve essere garantita la libertà sindacale, seppur entro certi limiti.

Da qui, nel 2022, l’approvazione della nuova legge che disciplina le modalità di costituzione e adesione alle associazioni professionali a carattere sindacale tra militari. L’adesione è individuale, volontaria e libera. Le associazioni devono garantire lo svolgimento dei compiti istituzionali e il mantenimento della neutralità delle forze armate.

Il decreto che sta per essere varato serve a concretizzare questo nuovo diritto, regolando nel dettaglio permessi e distacchi sindacali per i rappresentanti militari. Si tratta di un passaggio fondamentale per dare gambe alla riforma ed evitare un vuoto normativo, come auspicato anche dalla Corte Costituzionale.

In questo contesto, «sono attribuiti alle associazioni di cui all’articolo 1475 e seguenti del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante il codice dell’ordinamento militare, per l’anno 2024, i distacchi e permessi retribuiti, di cui all’articolo 1480, comma 3, del citato codice, in ragione di un distacco ogni quattromila unità di personale e di un’ora annua di permesso retribuito ogni due unità di personale».

Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri, il testo dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni per non decadere. Il provvedimento va a integrare la circolare ponte emanata dal Ministero della Difesa a fine 2022, che in via temporanea aveva concesso 45 giorni di licenza straordinaria ai dirigenti sindacali in attesa della nuova normativa.

L’iter che ha portato al riconoscimento delle associazioni sindacali tra i militari è stato lungo e travagliato, ma con il decreto in arrivo sembra definitivamente avviato verso compimento, aprendo una nuova era per i diritti e le tutele del personale delle forze armate.

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