APPALTARE IL BENESSERE DEI MILITARI E’ UNO SPRECO DI RISORSE PUBBLICHE. “LA CORTE DEI CONTI FARA’ LUCE SULLA VICENDA”

Appaltare
ad una societa’ esterna il “benessere”
dei militari e’ uno “spreco di risorse pubbliche”
. Lo afferma il
deputato del Partito Democratico Paolo Bolognesi che critica la scelta della Marina militare di affidare il servizio di welfare aziendale nel corso del 2013 alla società ‘Eudaimon’.

“Questa
societa’ – spiega Bolognesi, che ha presentato una interrogazione insieme al
capogruppo Gian Piero Scanu – ha ricevuto dalla Marina militare l’incarico di
svolgere uno studio sulle problematiche che riguardano il benessere del personale
e proporre delle soluzioni da attuare direttamente tramite servizi da affidare
alla stessa societa’ o indirettamente tramite terzi.
Il
nuovo codice dell’ordinamento militare prevede che quei compiti (assistenza
morale, benessere e protezione sociale dei dipendenti) competano agli uffici-benessere della Forze armate e alle
rappresentanze militari”
ed un’altra norma “prevede che le eventuali
esternalizzazioni siano prioritariamente affidate ad organizzazioni costituite
tra il personale dipendente, le associazioni d’arma, di categoria, e solo in
ultima analisi a soggetti
terzi”.
Secondo noi non sussistono i presupposti
per affidare questo genere di incarichi, nei fatti di consulenza e gestione
esterna, a titolo oneroso
“, sottolineano Bolognesi e Scanu, secondo i
quali la risposta alla loro interrogazione “non ha chiarito del tutto la
questione”.
Il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi,
rispondendo all’atto di sindacato ispettivo, ha ricostruito modalita’ e costi dell’appalto
in questione, spiegando che “l’intero
progetto e’ stato sviluppato in rapporto costante con il Cocer Marina”
.
Ha aggiunto
che “e’ in corso il procedimento di aggiudicazione della gara, che ha ad
oggetto una vera e propria fornitura di servizi non soddisfacibili al momento
con risorse interne.
In
futuro – ha proseguito – acquisendo questo know-how e nel caso in cui la soluzione
dia gli esiti attesi, sara’ valutato il costo-efficacia in merito alla
possibilita’ di continuare ad esternalizzare tale tipo di attivita'”.

Bolognesi
pero’ sottolinea, tra l’altro, che “questi
servizi in genere vengono offerti a gruppi di consumatori a titolo gratuito
,
visto che le societa’ ricevono in cambio la possibilita’ di avere contatti
diretti con l’utenza. Per questo – conclude – crediamo che la Corte dei Conti non lascera’ passare
inosservata questa vicenda” .