Polizia Penitenziaria

206° annuale della Polizia Penitenziaria, la cerimonia

“È nel momento dell’esecuzione della pena che si realizza l’autorità e l’autorevolezza dello Stato”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel suo intervento al 206° annuale della fondazione del Corpo della Polizia penitenziaria, celebrato nel pomeriggio a Roma, sulla terrazza del Pincio, alla presenza del Presidente del Senato, Ignazio La Russa, della premier Giorgia Meloni e del Vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli.

Una cerimonia finalmente in un luogo all’aperto, in mezzo alla gente, dopo le limitazioni imposte dalla pandemia, come il capo del dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Russo, non ha mancato di sottolineare. La celebrazione è stata introdotta dalla lettura messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha ricordato le delicate funzioni affidate alla Polizia penitenziaria “nel garantire sicurezza e condizioni di legalità negli istituti penitenziari, il percorso di reinserimento sociale dei condannati e la stessa vigenza dei diritti dei cittadini detenuti”.



La peculiarità e la complessità delle funzioni della Polizia penitenziaria, le sue tante articolazioni, sono state al centro anche degli interventi del Guardasigilli e del Capo DAP. Nordio ha sottolineato come agli appartenenti al Corpo sia assegnato il compito di “assicurare la seconda funzione di uno Stato di diritto e del garantismo” e ha ribadito l’impegno del Governo ad avviare progetti, a medio e breve termine, riguardanti l’edilizia penitenziaria, e comprendenti una possibile conversione “delle strutture carcerarie di un certo valore locativo in valori monetari che possono essere impiegate per l’edificazione e la ristrutturazione di altri luoghi di detenzione”.



Il Capo DAP ha evidenziato come gli appartenenti al Corpo siano spesso “identificati in stereotipi abissalmente lontani dalla verità, frutto di una narrazione fuorviante, distorta e distante dal mondo penitenziario per come effettivamente è. Un racconto che finisce per alimentare la sfiducia e lo sconforto di chi sa che le cose stanno diversamente; di chi ha saputo affrontare una specifica formazione e duri addestramenti per svolgere con precisione e rigore mansioni difficili e delicate; di chi opera ogni santo giorno con abnegazione e straordinario spirito di servizio”.

La presenza alla cerimonia dei giovani protagonisti di Mare Fuori accompagnati da Massimo O’ Comandante, interpretato da Carmine Recano, ha fornito lo spunto a Giovanni Russo di ricordare “storie bellissime, proposte dal cinema e dalla televisione, che sono ambientate in carcere: raccontano spaccati del percorso di rieducazione e reinserimento svolto da chi è stato condannato a scontare la sua pena”. “Sono sicuro – ha aggiunto il Capo DAP – che una serie dedicata al coraggio e alla quotidianità dei poliziotti penitenziari. potrebbe essere una scoperta per molti e riscuotere altrettanto meritato successo”.



Sono stati 6 gli encomi solenni consegnati dal Presidente del Senato e dal Ministro della Giustizia ad altrettanti assistenti della Penitenziaria – cinque uomini e una donna – che si sono particolarmente distinti per qualità morali e professionali.

La storia, le specialità e i numeri del Corpo
Nel 1817 il Regno Sardo costituì i “custodi delle carceri” divenuti “Guardiani” con il Regno d’Italia. Nel 1890 un Regio Decreto sancì la denominazione “Corpo degli Agenti di Custodia”, rimasta poi fino al 1990, anno in cui fu emanata la legge di riforma che istituì il Corpo di Polizia penitenziaria.

Nel corso degli anni sono aumentati i compiti e le attribuzioni del Corpo, che oggi comprende Servizio traduzioni (141.635 trasferimenti nel 2022 su tutto il territorio nazionale di complessivi 206.539 detenuti), il Gruppo Operativo Mobile, il Nucleo Investigativo Centrale, l’Ufficio per la Sicurezza del personale e la vigilanza, il Servizio cinofili e la Banca dati nazionale del DNA “Grazia De Carli” (67.000 profili genetici che hanno prodotto oltre 2500 match). Oltre agli addetti ai servizi citati, degli “specialisti” fanno parte anche i matricolisti, gli istruttori di tiro e gli armaioli, gli addetti ai detenuti minorenni, ai servizi a cavallo, navale, di polizia stradale e informatici. Ci sono poi gli atleti del gruppo sportivo Fiamme azzurre, che festeggia i 40 anni dalla nascita, e la squadra di calcio Astrea, fondata nel 1948.



La dotazione organica prevista del Corpo di Polizia penitenziaria è di 41.865 unità, il personale è di 35.968 unità – di cui 4.893 donne (Statistiche DAP del 28 febbraio 2023)
Nel corso del 2022 sono stati immesse in servizio 963 unità(725 uomini e 238 donne). Nel 2023 prenderanno servizio, al termine del corso di formazione in itinere, ulteriori n. 1.443 agenti/assistenti (1.089 uomini e 362 donne).
Sono attualmente in corso le procedure relative all’assunzione 120 commissari, 411 vice ispettori (378 uomini e 33 donne) e 1.758 allievi agenti. E’ stato pubblicato, altresì, il concorso per l’assunzione di n. 1.713 allievi agenti (1.028 uomini e 658 donne), nonché quello per la copertura di 5 posti (1 maschile e 4 femminili) nella Sezione paralimpica Fiamme Azzurre del Corpo e di 10 posti (7 uomini e 3 donne) nel gruppo sportivo Fiamme Azzurre ( Dati DAP).

Relativamente all’impiego dei finanziamenti inseriti nel PNNR, è stata programmata la realizzazione di. 8 padiglioni detentivi, per complessivi 960 nuovi posti, per un costo di circa € 84.000.000,00.

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