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Marco Lodoli per Tiscali Notizie

Ormai lo sappiamo: i cinesi sono bravissimi a contraffare qualsiasi prodotto occidentale, guardano, imparano e replicano. Naturalmente a costi stracciati, pagando poco o niente la manodopera e usando materiali scadenti. Di solito sono i vigili a constatare i vari taroccamenti e a sequestrare la merce, difendendo così la nostra produzione artigianale e industriale. Immagino quindi lo stupore del vigile romano S.L. quando ha calzato gli stivali nuovi forniti dal suo comando. Il numero era giusto, la forma grosso modo anche, ma nell’etichetta c’era qualcosa che non tornava.

La sorpresa

Scrupoloso, forse addirittura pignolo, il nostro vigile urbano ha deciso di capire meglio cosa diavolo c’era scritto sull’etichetta degli stivali di servizio: ebbene, ha scoperto che non c’era il marchio Cee, cioè quello europeo, bensì il marchio CE, China export, insomma, come ha verificato anche il quotidiano di Roma il Tempo. Be’, il nostro simpatico vigile si sarà fatto una bella risata, avrà pensato ma guarda un po’ che sfacciataggine, questi cinesi vengono a rifilarci le loro patacche proprio a noi, ai vigili urbani, che siamo incaricati di controllare ogni giono tutta la merce illegale che diluvia sul nostro paese. Che paradosso, che assurdità.

Via gli stivali cinesi

Immediatamente il bravo vigile si è sfilato quegli stivali cinesi e li ha “sequestrati”, come avrebbe fatto con qualsiasi giochetto cinese per bambini, con qualsiasi altro prodotto truffaldino. Avrebbe dovuto avere una medaglia, il vigile romano, e sarebbe dovuta partire un’inchiesta tesa a capire come mai la direzione dei vigili urbani acquista materiale nei magazzini cinesi. E invece – il mondo va alla rovescia! – contro il nostro zelante vigile è scattato un provvedimento disciplinare da parte di una dirigente.

Non si sa se ridere o piangere.

Per fortuna la Procura della Repubblica di Roma ha archiviato la denuncia, per fortuna nello Stato lavorano persone che hanno ancora sale in testa. Però il fatto resta, e bisognerebbe andare più a fondo per capire come diavolo è possibile che le nostre forze dell’ordine siano servite dai cinesi. Chissà, forse abbiamo già comprato le palette a cinquanta centesimi, i cinturoni a un euro, le divise di carta a dodici euro. Magari ci potrebbero essere forniture convenienti anche per le armi e le macchine. Involtini primavera nelle caserme e nelle centrali della polizia! Niente ricevute, niente scontrini, e prezzi stracciati: potrebbe essere un affare, un miserevole affare.

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