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Negli ultimi giorni si è parlato molto di rinnovo del contratto, in particolare i Co.Ce.R. delle Forze Armate hanno pubblicato un documento contenente le proposte da presentare in sede di contrattazione. La scorsa settimana infatti è stato aperto ufficialmente il tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto, e in quell’occasione i rappresentanti dei singoli comparti della Pubblica Amministrazione hanno avanzato delle proposte, la maggior parte delle quali riguardano la parte retributiva.

In particolare la linea politica delle Forze Armate punta al riconoscimento di un’indennità di specificità, ovvero un’indennità annuale, pagata verso la metà di ogni anno (giugno) che accantoni le risorse sinora messe a disposizione per il contratto, ovvero il gli 85 euro lordi per ogni mensilità ed erogati in unica soluzione.

Prima di approfondire, ricordiamo cosa è la specificità:

“l’articolo 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183 (“collegato lavoro”), riconosce la specificità del ruolo delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché dello stato giuridico del personale ad esse appartenente, in dipendenza della peculiarità dei compiti, degli obblighi e delle limitazioni personali, previsti da leggi e regolamenti, per le funzioni di tutela delle istituzioni democratiche e di difesa dell’ordine e della sicurezza interna ed esterna, nonché per i peculiari requisiti di efficienza operativa richiesti e i correlati impieghi in attività usuranti.”

A distanza di 7 anni, la tanto decantata specificità, è stata vanificata dalla mancanza di provvedimenti legislativi ad hoc, rivelandosi, di fatto, un contenitore vuoto ed accantonato. I Co.Ce.R. delle Forze mirano quindi all’ottimizzazione della legge sulla specificità, iniziando con un primo tassello che ingloberebbe non solo gli 85 euro lordi mensili, ma anche il F.E.S.I. svincolandolo definitivamente dai parametri restrittivi  e dalle logiche politiche che ogni anno finanziano il Fondo. Infatti il F.E.S.I., se assorbito dall’indennità di specificità, avrebbe natura e forza contrattuale, sarebbe cristallizzato ed inderogabile, affrancato dai rischi connessi al rifinanziamento e dai vincoli per ottenerlo.

L’indennità di specificità accrescerebbe, inoltre, il montante contributivo pensionistico e deve, comunque, considerarsi al netto di ogni altro aumento delle indennità accessorie, per le quali vi saranno specifiche richieste. Ad oggi tale proposta pare abbia già trovato un largo consenso nella platea politica, stimolata dalla possibilità di concretizzare la specificità per il Comparto Difesa.

(c) InfoDifesa

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