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Abbiamo analizzato qualche tempo fa la realtà operativa del servizio di Polizia Stradale della penitenziaria, da cui ne deriva non solo la sicurezza delle strutture penitenziarie, delle traduzioni dei detenuti e delle persone ed autorità sottoposte a tutela ma anche una maggiore sicurezza per il territorio ed i cittadini. La Polizia Penitenziaria oltre ad avere tutte le funzioni di polizia giudiziaria  (fa parte anche della DIA e dell’INTERPOL) anche all’esterno del penitenziario, al pari di polizia e carabinieri ai sensi dell’art. 57 c.p.p. (ed addirittura  in materia di pubblica sicurezza ha prerogative superiori a quelle della guardia di finanza in quanto i nostri commissari sono sostituti ufficiali di pubblica sicurezza mentre quelli della finanza sono meri agenti) , può vantare in materia di polizia stradale temute prerogative esclusive.

Infatti la Polizia Penitenziaria a differenza delle pattuglie delle altre forze dell’ordine non ha una competenza territoriale limitata al circondario, potendo elevare multe in tutto il territorio, anche extra regionale, nell’esercizio delle proprie funzioni. Si tratta di una competenza ulteriore rispetto a quella delle altre forze di polizia che si aggiunge alla possibilità di  poter fermare gli automobilisti oltre che con la contestazione immediata, anche con contestazione e verbalizzazione differita e a distanza per la presenza del Detenuto a bordo. Prerogativa che rende ancora più temibile l’accertamento di polizia stradale della Polizia Penitenziaria, rispetto alle altre forze di polizia, a garanzia della legalità e della sicurezza del territorio.

L’attività di verifica delle violazioni al codice stradale della penitenziaria, oltre ad incrementare la sicurezza dei cittadini, ha permesso alle casse del ministero della Giustizia di incamerare, per il solo 2016, circa 600 mila euro. Si tratta di una cifra enorme destinata a crescere nei futuri anni, e che se fosse ben fruttata dall’amministrazione, permetterebbe ghiotti introiti. Purtroppo però molto spesso anziché incentivare tale attività, pervengono nei confronti degli operatori dei Nuclei e dei loro coordinatori che hanno elevato le multe, “bacchettate” dagli uffici superiori anche riguardo a piccoli errori, che certamente disincentivano il personale nella rilevazione delle infrazioni stradali.

Sarebbe invece opportuno utilizzare gli introiti del servizio di polizia stradale per una formazione in questo campo senza soluzione di continuità.

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