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Chiudere gli uffici in centro per aprirne altri in periferia dove gli affitti costano di meno. Non hanno ancora capito che non possiamo subire ulteriori tagli. Ne parla Gianni Tonelli in una intervista su IntelligoNews. “L’hanno chiamata “cura Gutgeld” dal nome del commissario alla spending review Yoram Gutgeld che consisterà nell’accorpamento dei presidi di polizia sul territorio. Il commissario evidenzia come nell’ambito di un’azione di riduzione e contenimento della spesa pubblica si punterà a chiudere più presidi nei centri delle città riaprendoli in periferia dove gli affitti delle sedi sono molto più bassi. Su circa dieci stazioni chiuse se ne apriranno cinque nuove fuori dai centri storici. Programma che il ministro Marco Minniti si è impegnato a completare entro fine anno ma che non convince le forze di polizia come confermato ad Intelligonews dal segretario generale del Sindacato autonomo di Polizia Gianni Tonelli.

Spending review forze dell'ordine, Tonelli (Sap): 'Abbiamo già dato. Cosa chiediamo a Gutgeld'
Presidi di Polizia chiusi nei centri delle città e riaperti in periferia. Condivide il programma di riduzione della spesa prospettato dal commissario di governo Gutgeld?
 
“Vorrei ricordare al commissario che noi abbiamo già dato in termini di riduzione della spesa e anche a caro prezzo. Vengono chiusi gli uffici di Polizia perché sono stati tagliati 50mila uomini nelle forze dell’ordine debilitando così un apparato. La vera spending review si avrebbe con l’accorpamento delle forze di Polizia e non può essere definito spending review il tentativo mal riuscito di accorpare la Forestale. Qui non c’è più niente da tagliare. Hanno ridotto all’osso le risorse per gli equipaggiamenti e sguarnito i commissariati che sono tutti al collasso operativo: questo perché si è voluta prediligere la politica dei tagli lineari. Prima di chiudere gli uffici nel centro delle città, dovrebbero essere già pronti quelli nelle periferie e non mi risulta sia così”.
Al di là della logistica però non ritiene giusto lo spirito alla base di questa politica? Oltre al fatto che in periferia gli affitti sono molto più bassi non è proprio lì che c’è più bisogno di agenti?
“Posso anche essere d’accordo a delocalizzare le sedi in periferia che magari potrebbero anche essere meglio raggiungibili rispetto a quelle che stanno in centro, ma questa è solo forma, ciò che conta è la sostanza. Io non accetto la dittatura dei ragionieri di stato che considerano numeri da tagliare alla stessa stregua in ogni settore, quando invece esistono delle priorità, la sicurezza su tutte. Non lo dico io, ma l’Istat che ha rilevato come per gli italiani la sicurezza sia la preoccupazione numero uno anche a causa della rottamazione dell’apparato delle forze dell’ordine per i tagli lineari della spending review. Gli uffici della Polizia postale che chiuderanno, non chiuderanno perché non servono, ma perchè devono recuperare uomini come la Polizia stradale o la Polizia ferroviaria. Le volanti sono calate del 40%, in Sicilia l’esercito antimafia ha quattromila uomini in meno rispetto a dieci anni fa. Qui non è un problema di spending review, direi che è soprattutto un problema di buongoverno”.”

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